I ritmi e gli spazi di una giovane coppia vengono radicalmente mutati dall'arrivo del loro bambino, Vittorio: quando il nonno paterno si decide a dare una mano ai neo-genitori cedendo loro la proprietà di un vecchio box da rivendere allo scopo di utilizzare i soldi come anticipo per l'acquisto di una casa più grande, nasce un problema: l'anziano infatti non sa scrivere, e si vergogna di farlo capire al notaio durante il passaggio di proprietà; su un nastro magnetico viene rinvenuto inciso il diario di una coppia di psichiatri italiani che si trovano invischiati in misteriose vicende nel remoto istituto di Igiene mentale dell'isola di Leros, tra Grecia e Turchia; una cena a casa di una coppia di amici è l'occasione per Raimondo per raccontare il suo nuovo amore per Elisabetta, architetto quarantunenne di estrazione sociale diversissima da lui; una coppia di operai sposati da tre anni deve imparare a ritagliarsi un menàge matrimoniale dignitoso nel breve intersecarsi dei rispettivi turni di lavoro, per lei diurno per lui notturno; il matrimonio stanco di un uomo che lavora alle pompe funebri si trasforma gradualmente in orrore mano a mano che un suo incubo ricorrente sul funerale della madre invade la sua quotidianità facendogli sembrare di essere assediato da malevoli fantasmi...
Quanta e quale è la distanza tra Charles Manson e un anziano analfabeta con i suoi umanissimi pudori, tra una madre cadavere in disfacimento tra le mani di un becchino e una dolente ricordo a cui dedicare il proprio lavoro? Un oceano silenzioso e tempestoso assieme, che può essere navigato solo tenendo salde le braccia sul timone della poesia, della sensibilità, del gusto. Il giovane piacentino (ma curiosamente tifoso del Cesena) Gabriele Dadati, attivissimo sul web con la sua - raffinata anzicheno - rivista Ore piccole, affronta la traversata con un pizzico di incoscienza (e a nemmeno 26 anni non potrebbe essere altrimenti) e con la sfrontatezza data dal talento. Dritto sul cassero fuma la pipa e governa i flutti di atmosfere diverse, le correnti di una eterogeneicità (dovuta probabilmente a tempi di scrittura diversi da racconto a racconto) capace di schiantare fior di autori. Ma non lui. "Il titolo originario era Esercizi di solitudine, che è un po' il senso dei racconti. (...) Era un titolo che spiegava invece che intrigare. E allora ho immaginato queste voci che vengono a me e mi parlano e mi fanno raccontare in vece loro: sono i miei fantasmi, che mi sorvegliato (mi custodiscono) perché io non tradisca loro e le loro storie", ha spiegato Dadati in una recente intervista, e il suo descriversi come megafono quasi inanimato, come medium in trance rende perfettamente l'idea del suo raccontare ma forse non rende giustizia alla consapevolezza con la quale controlla la sua scrittura. Irresistibilmente commovente il frammento/dedica finale Dovuto alla madre per un orfano come me e forse non solo. Sorvegliato dai fantasmi ha vinto la terza edizione del Premio "Dante Graziosi/Terra degli aironi" ed è uscito per la prima volta nel 2006 per i tipi di peQuod: l'edizione Barbera - splendida copertina a parte - è pressoché identica, se non per l'aggiunta di un racconto, "Alcune cose tremendamente sbagliate".
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