In un grigio giorno di natale una anziana perpetua, con la scusa di un questionario per i fedeli, attira un giovane nella sacrestia della parrocchia di quartiere, un luogo apparentemente tranquillo che però si rivela il covo di una congrega di adoratrici di una bizzarra madonna sanguinaria; una comitiva di giovani dark bighellona di locale in locale trascinando la propria apatia di piccola trasgressione in piccola trasgressione, finché qualcuno non butta là l'idea di finire la serata in bellezza al Mattatoio, un locale davvero estremo nel quale – si favoleggia – in certe rare serate un gruppo di assassini forse non del tutto umani massacra i presenti a colpi di falci affilatissime; gli 'amici' di un nerd deriso da tutti per la sua grassezza lo convincono a seguirli presso un casolare isolato dove a detta loro c'è una ragazza che è disposta a fare sesso con lui, ma si tratta di una trappola, perché la sinistra casupola è abitata da un essere oscenamente obeso che forse non è nemmeno una donna; un frustrato rappresentante di libri horror finisce in un surreale luna park nei pressi di Verona dove assiste – unico spettatore – alla sconvolgente uccisione rituale e resurrezione di una donna-serpente, sulla quale commette il letale errore di cercare di indagare...
Chiunque abbia un background fatto di musica 'oscura' (nelle sue più diverse declinazioni, dalla new wave di frontiera al death metal), letteratura e cinematografia horror, estetica darkeggiante non può non ricordare con un brivido d'emozione (e una sorta di affettuosa tenerezza) l'impeto furioso delle cose che scriveva, che leggeva, che sognava durante la sua giovinezza. Immagini sanguinose, cupissime, ogni volta più estreme, a varcare sempre nuovi confini. Questi brevi racconti hanno il potere – come un incantesimo dimenticato letto in un grimorio ritrovato in soffitta – di risvegliare quelle sensazioni, perché vibrano della stessa sublime energia adolescenziale che gli anni e la quotidianità hanno zittito, a quanto pare non per sempre. Ian Delacroix (che in due racconti è affiancato rispettivamente da Zefiro Mesvell e da Jarkko Kirlian: a proposito, questa usanza degli pseudonimi roboanti tipica della scena goth è anch'essa un po' adolescenziale, ma tutto sommato forse in modo meno fascinoso) è figura di riferimento dell'ambiente underground-gotico italiano, e non a caso. Undici piccole storie che fanno paura, undici diamanti neri che riflettono cose che sarebbe meglio non vedere. Se non fosse una goduria pazzesca guardarle.
Difficile da trovare in libreria? Compralo on-line, è facile!

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