Marlowe ti amo

Marlowe ti amo
Sette giorni per un’indagine all’apparenza semplicissima: trovare Barbara G., una ragazza che, dopo la morte del padre in un incidente aereo si è allontanata da casa mettendo in ansia la matrigna, la signora Angela G., una donna avvenente dagli occhi di smeraldo. Siamo in California, negli anni Cinquanta. Il compito di rintracciare Barbara ed accertarsi che stia bene è affidato a Marlowe, detective privato che si muove a bordo della sua 'puledrina', una Olds decappottabile. L’indagine assume una strana piega quando Marlowe viene contattato dall’enigmatico Abel T., fratello della seconda vittima dell’incidente aereo, il quale vuole assumerlo per proteggere una ragazza: la stessa Barbara G. Marlowe è attratto dal caso, soprattutto dopo aver scoperto che l’incidente aereo in cui sono periti il signor G. e Cain T. potrebbe essere opera di un burattinaio che muove i fili a proprio piacimento. Per questo Marlowe, tra troppi whisky e sigarette, deve stare attento a dove mettere i piedi ed ascoltare la voce del suo doppio…
Il jazz della West Coast: è quella la colonna sonora che accompagna piacevolmente la lettura di Marlowe ti amo, romanzo d’esordio di Frank Spada. Il nome dello scrittore potrebbe trarre in inganno ed evocare un vecchio italoamericano che si strugge di nostalgia mentre scrive queste pagine, che in realtà sono state scritte da un italiano di Udine sotto pseudonimo. La storia editoriale del romanzo inizia due anni fa, quando Frank lo pubblica sul suo blog, e lì rimane fino a quando viene segnalato da Franz Haas, docente di Letteratura tedesca contemporanea dell’università di Milano, il quale ha definito l’autore “un bravissimo ballerino” per la sua capacità nel costruire i passaggi descrittivi e narrativi. Sta in fondo proprio qui la forza di Marlowe ti amo: nel linguaggio asciutto e diretto del protagonista, nel suo occhio descrittivo che ci fa toccare la realtà con mano e ci immerge nella sua psiche, soprattutto quando è alle prese con il suo doppio o si getta in voli psico-onirici quando ricorda il padre morto, quasi a richiamare personaggi del calibro di Zeno Cosini o Leopold Bloom. L’intera narrazione ruota, infatti, intorno a Marlowe, il quale ci espone i fatti in prima persona, ci regala momenti di solitudine straordinari grazie ai quali riusciamo a percepire la vera intenzione dell’autore: non tanto descrivere il lavoro del detective - la trama non viene approfondita più di tanto e l’indagine si rivela tutto sommato semplice - quanto porre l’accento sulla personalità di Marlowe, il cui nome richiama l’omonimo personaggio di Raymond Chandler ma anche il protagonista di Cuore di tenebra di Conrad, Marlow. È un duro, lui, uno di quelli che siamo abituati a vedere nelle vecchie pellicole hard-boiled: per questo, per non tradire le aspettative, nel momento in cui vi apprestate a leggere Marlowe ti amo abituatevi all’odore del tabacco e del whisky di cui le pagine sono intrise.

 

 

 

 
 
 
 
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