Weathercraft
A vent'anni giusti giusti dalla sua prima apparizione nell'antologia Hyena, pubblicata dalla Kitchen Sink Press nel 1990, torna il bizzarro universo di Unifactor, con la sua buffa crudeltà e la sua proverbiale allergia alle leggi della Fisica. Il cartoonist californiano Jim Woodring, leggenda del fumetto underground, stavolta mette al centro della vicenda non più il consueto protagonista della saga, l'enigmatico Frank, ma il comprimario Manhog, perenne perseguitato per peccati che non conosciamo, e il sadico demonio Whim (entrambi oggetto qui di una profonda trasformazione fisica: da una parte Manhog che in qualche modo si evolve rimuovendosi simbolicamente la coda e assumendo comportamenti più umani che animali, dall'altra Whim che viene distrutto, riassemblato, trasfigurato, mutato in una spinosa creatura mutaforma che pare avere a sua volta il potere di modificare la già instabile realtà di Unifactor e dei suoi abitanti). Il risultato è se possibile ancora più visionario del solito, con un ampio ricorso al simbolismo e a quel 'lasciarsi andare' tipico del lavoro di Woodring: “Le mie storie si scrivono più o meno da sole, con un minimo di intervento da parte mia”. L'assenza assoluta di dialoghi ma soprattutto di scritte onomatopeiche fa svolgere la vicenda in un clima di allucinante silenzio, di vuoto pneumatico, quasi di apnea. Si consiglia caldamente durante la lettura l'ascolto di Einstürzende Neubauten e Front 241, o al limite Ozric Tentacles e Gong se preferite il lato psichedelico-visionario della musica a quello industrial-oppressivo.
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