Controsole

Controsole
Milano. La vita di Scheggia è cambiata radicalmente negli ultimi due anni. Si è separato dalla moglie Sveva e ha lasciato il suo vecchio lavoro. Ora vive in un piccolo appartamento e per guadagnarsi da vivere suona nei locali e dà ripetizioni di matematica. Scheggia ha un figlio, Roy, che negli ultimi due anni ha subito una vera e propria mutazione: ora vive barricato in camera, chiuso nel suo mondo fatto di internet, Xbox e cartoni di pizza e McDonald’s. È schivo e non riesce più a comunicare con i genitori. Il suo unico interesse sembra essere la vita virtuale vissuta in ‘Call of Duty’, uno dei giochi “sparatutto” più famosi del mondo. Giocando online, grazie alla sua abilità, Roy è riuscito ad entrare in uno dei clan più forti, senza sapere che dietro a dei nomi fittizi si nascondono dei trafficanti di vite umane. Un giorno Roy viene addirittura rapito da questi uomini dall’accento strano e solo grazie all’intervento di Scheggia riesce a salvarsi. I due vengono infatti narcotizzati e a Scheggia viene disegnato uno strano tatuaggio sulla natica: un tatuaggio di morte. Roy era stato usato inconsapevolmente da uomini senza scrupoli per fare da tramite nei loro traffici. Per questo un giorno gli era stata recapitata una busta gialla con dentro il corrispettivo di tremila dollari in valuta pakistana ed una foto, che il ragazzo avrebbe dovuto spedire ad un indirizzo. Scheggia vuole saperne di più e, magari, restituire quei soldi ad una famiglia che sicuramente ha investito tutti i propri averi per assicurare un futuro migliore ad un figlio. L’unico modo per fare luce sulla vicenda è compiere un viaggio di diecimila chilometri a bordo dell’unica costante della vita di Scheggia: un’Harley Davidson FLHR Road King. Il fatto che sorprende Scheggia è che Roy vuole andare con lui. Si parte verso est…
Torna Roberto Parodi con un romanzo su Scheggia, il suo alter-ego semiautobiografico già protagonista dell’ottima prova d’esordio omonima. Controsole è il racconto romanzato di un viaggio che l’autore ha compiuto realmente a bordo di un’Harley. Un viaggio di diecimila chilometri da Milano all’India, passando dalla sofferenza dei paesi slavi, alla magia della Turchia, ponte tra Oriente e Occidente; dalla povertà di un Iran vittima di un regime teocratico, alle immense, fredde ed assolate strade del Pakistan, in cui il pericolo di un agguato da parte dei Talebani è sempre in agguato. Un viaggio che diventa occasione di riscoprire sé stessi e i rapporti con le persone che si amano; di visitare posti afflitti da problemi che sembrano lontani anni luce e che, nonostante tutto, mantengono una magia inalterata; di venire a contatto con lingue, culture ed usanze diverse, scoprendo la bellezza della varietà del mondo e la straordinarietà racchiusa nei piccoli gesti. Lo stile della narrazione è chiaro, essenziale come una vecchia Harley, che alterna momenti di puro patos a esplosioni di comicità davanti alle quali il sorriso è d’obbligo. Il tutto con una costante: il rapporto tra l’uomo e la sua moto, con un forte richiamo a Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig. Ma soprattutto ciò che emerge dalla lettura di Controsole è il percorso che i due protagonisti compiono nel loro rapporto. Un amore che viene ritrovato attraverso un viaggio. Due identità che imparano di nuovo a conoscersi. Basta, dunque, un viaggio a risolvere tutti i problemi? Forse no. Ma, come insegna Roberto Parodi, può aiutare molto. 

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