Pasolini: il mistero che non finisce mai

Sta facendo rumore nelle redazioni culturali italiane la notizia che una giovane dottoranda di ricerca in letteratura spagnola all’Università di Salerno ha rinvenuto un dattiloscritto autografo inedito di Pasolini, con correzioni a mano. Ma l’attenzione per la figura di Pier Paolo Pasolini (qui tutti i suoi libri) non si limita certo agli addetti ai lavori: non fanno che uscire in libreria saggi, romanzi e addirittura fumetti su di lui, i film non ne parliamo. Eppure Pasolini – con la sua vita e la sua tragica morte, ancora misteriosa – è in realtà un uomo del passato. È morto tre anni prima della strage di via Fani, quattordici anni prima della caduta del muro di Berlino, ventisei prima del crollo delle Torri. Eppure è l’intellettuale italiano del Novecento che suscita più interesse – anche se, c’è da dirlo, tra la sua onnipresenza sui media e la sua reale influenza c’è una discrepanza dolorosa. È per merito della sua poesia? Della sua statura internazionale come intellettuale? O delle polemiche suscitate dai suoi film anticonformisti?



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