Bamboo Blues

Bamboo Blues

È il 14 luglio del 2015: tempo di vacanze, di mare, di sole. Eppure a non-so-quanti chilometri di distanza sta avvenendo qualcosa di molto importante: la sonda New Horizon si avvicina al piccolo pianeta Plutone, in un’importante operazione spaziale, attorno alle due del pomeriggio, l’ora della pennichella, con il suono delle cicale, mentre il poeta si trova in quel di Procida “nel vapore/ dell’estate affocata” in quell’angolo tra la stradina e la targa dedicata a Alberto Mario Moriconi... Muriel Spark, scrittrice di origini scozzesi che visse diversi anni in Italia, a Oliveto-Toscana, ha elaborato alcuni saggi sui fratelli Brontë (Anne, Charlotte, Emily e Branwell): “ha visto,/ richiude la tendina. Porta luce allo sguardo:/ dice e quasi non dice/ -perché proprio non può/ esimersi dal dirli-/ i tormenti moderni”... E mentre il fiato esce dalla bocca silenzioso, ed evanescente arriva fino al soffitto, in una notte come tante, come ce ne sono state e come ce ne saranno ancora, come si calcola la vicinanza con una persona, perché “accanto è lontanissimo se vuoi/ starmi vicino”?... Pochi mesi, meno di un anno separano la nascita di Eugenio Lucrezi dalla morte di Dylan Thomas; un loro incontro non è stato possibile eppure “così Dylan gridava centosette/ giorni prima di soffocare, ed io,/ nato da giorni centosette e dunque/ infante, mi sforzavo di strillare”...

Questa raccolta di poesie è una miscellanea che racchiude incontri, gusti, letture, viaggi e pensieri di Eugenio Lucrezi, poeta leccese classe 1952. Leggerete e rileggerete i componimenti con curiosità, non solo per lo stile screziato, a volte complicato e ricurvo su se stesso, a volte estremamente sensoriale e quindi immediato e aperto ( “se socchiudi la porta, sento i cardini/ lamentarsi degli spifferi”): la curiosità sta anche nel titolo, che in un componimento è il titolo di una canzone (di David Bowie), in un altro è una data presa come riferimento per un evento (la sonda che nell’estate di qualche anno fa è andata a esplorare Plutone e il suo satellite Caronte), oppure è il nome di un personaggio letterario o di finzione, o ancora è uno fatto sportivo. Laddove non chiaro, le note al termine del libro dello stesso Lucrezi aiutano sicuramente a meglio interpretare questi versi sempre molto musicali, sia quando compressi e pressanti (“arti nel sonno,/ punti di rosso/ pungono il bianco/ come chele di granchio”), sia quando lasciano maggior spazio al silenzio e alle pause. Il titolo della raccolta, che negli intenti iniziali del poeta avrebbe dovuto racchiudere molte più poesie, si collega, invece, a un celebre spettacolo del 2007 firmato dalla grande Pina Bausch, rappresentato in Italia per la prima volta solo nel 2009, a luglio, in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, pochi giorni dopo la scomparsa della coreografa e regista tedesca. Da segnalare, infine, l’immagine della prima di copertina a opera di Mario Persico.



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