Il bollettino dei mari alla radio

Il bollettino dei mari alla radio
Pregno di un’atmosfera onirica, che affonda azioni e sogni nei passi di un tracciato impreciso, è questo un libro di travaglio e continua ricerca nel mare vasto e imperscrutabile delle contraddizioni del vivere umano, dove al navigante sprovvisto di coordinate di riferimento esistenziali viene in soccorso Il bollettino dei mari alla radio. Dunque anche e soprattutto un libro rivolto alle pulsioni del quotidiano di anime pellegrine disperse tra le rotte indefinibili del tessuto sociale, con la voce di una poesia che con fragranza di temi pur solo presentiti diviene un messaggio lanciato in condizioni malsicure verso il miraggio possibile: “Felicemente smarrite/ sembrano essere arrivate/ o mai partite/ le anime prave/ nell’amnesia dello sgolo/ piomba il suicida/ a rimproverare il pericolo/ che poesia è fatta per andare/ non per restare/ disperata allucinazione/ paradiso artificiale”. Il mare diviene in tal modo un liquido scambievole che unisce in simbiosi la forma naturale e la sostanza umana nel pur mutevole dispiegarsi dei rispettivi temperamenti. Mentre la poesia è elemento che salda l’immaginazione e la realtà a un ritmo comune che possa divenire modello vivente:” vedi/ né chiama né/ così ogni origine si disperde/ così l’inizio/ addossato a ogni appresso/ scatenata catena/ ondata/ è il ritmo”…

Oltre che poeta, Marco Pacioni è docente di storia rinascimentale, autore di saggi e giornalista del quotidiano “Il Manifesto”. Nella presente raccolta poetica non troverete nemmeno una di queste informazioni. La scelta non paia casuale, in quanto Pacioni ha inteso concepire un volume corale. Un’antologia in cui, accanto ai propri testi, egli assembla il canto dei poeti amati. Quelli che, velati dall’ombra dei sogni, tornano dall’altrove recando in dote versi da trascrivere alle prime luci dell’alba. Quelli che sgorgano dalle altrui brume sognanti di Gaetano Ciani e Alessandro Celani a Giuseppe Gnerucci e Angelo Marasca. Infine i nomi di coloro a cui i componimenti risultano invece dedicati: da Bianca Maria Frabotto a Stefano Mancini. Non meno preziose appaiono, inoltre, le suggestive foto artistiche scattate da Alessandro Celani e Stefano Pizzetti che corredano la scansione di tutti i testi, sia in lingua italiana che in linguaggio inglese. In questo senso la poetica espressa si rivela cava e ricettiva al richiamo seduttivo di lasciti sodali e di riprese esplicite, che animano le pagine della raccolta alla stregua di un poemetto sinfonico dall’impasto poliedrico e dall’effetto convincente. I cui termini entrano in simbiosi con il ritmo delle composizioni e con l’apparato percettivo del lettore, in virtù di un linguaggio non ricercato ma essenziale, carico di comprensione e di coraggio.

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