La gioia di scrivere - Tutte le poesie (1945 – 2009)

Wislawa Szymborska è capace di trovare la meraviglia nelle piccole cose. Di descrivere I sentimenti a partire dalle sensazioni più semplici, trasformandole in qualcosa di molto profondo. “Si sono incrociati come estranei, / senza un gesto o una parola, / lei diretta al negozio, / lui alla sua auto. / Forse smarriti / O distratti / O immemori / Di essersi, per un breve attimo, / amati per sempre”. Preferisce “il ridicolo di scrivere poesie al ridicolo di non scriverne” e “in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno”. Ringrazia chi non la ama, perché, scrive, “Mi sento in pace con loro/ e in libertà con loro, / e questo l'amore non può darlo, / né riesce a toglierlo”. Agli amici, invece, ricorda “Conosciamo noi stessi solo fin dove siamo stati messi alla prova”. Memorabili, infine, le sue indicazioni in versi per scrivere il proprio curriculum, “Scrivi come se non parlassi mai con te stesso/ e ti evitassi. / Sorvola su cani, gatti e uccelli, / cianfrusaglie del passato, amici e sogni. / Meglio il prezzo che il valore / e il titolo che il contenuto. / Meglio il numero di scarpa, che non dove va / colui per cui ti scambiano. / Aggiungi una foto con l'orecchio in vista. / È la sua forma che conta, non ciò che sente. / Cosa si sente? / Il fragore delle macchine che tritano la carta”….

C’è voluto il Nobel per la Letteratura nel 1996 a far diventare Wislawa Szymborska celebre e a farla apprezzare a dovere. Il nostro Paese non è rimasto immune dalla sua fama. Il suo verso più ricordato è forse quell’ “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore” da cui Benedetta Tobagi ha preso spunto per dare il titolo all’opera in cui ha ricordato il padre ucciso dal terrorismo. È la frase finale del componimento “Ogni caso”, che Roberto Saviano ha ricordato più volte nei suoi discorsi e nei suoi articoli. “Tutti hanno provato quello che questo verso esprime. Molti hanno la sensazione che quel verso, in alcune fasi della vita, potrebbero averlo addirittura già pronunciato. Di averlo creato loro stessi e molto prima di Wislawa! […] Quel verso sembra aver descritto l'elettrocardiogramma dei sentimenti, fatto con le più semplici delle parole”: ne ha parlato così su “Repubblica”. Con La gioia di scrivere, edito nel 2009, Adelphi ha raccolto tutta la sua produzione poetica e donato ai lettori italiani un volume prezioso, che prende il titolo da uno dei componimenti più significativi, in cui l’autrice affronta e descrive il gesto stesso della scrittura: “Sopra il foglio bianco s’acquattano, pronte a balzare, / lettere che possono mettersi male, / un assedio di frasi / che non lasceranno scampo”. La semplicità è forse il tratto distintivo del suo stile. Un verso libero, un linguaggio quasi quotidiano, che riesce contemporaneamente a essere potente e “arrivare” in maniera intensa a chi legge. Sarà questo il segreto del suo successo, un successo enorme. Forse insolito per chi si dedica ai versi, dato che, come lei stessa ha ricordato in un suo emblematico componimento, solo “ad alcuni piace la poesia”: “Ad alcuni - / cioè non a tutti. / E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. / Senza contare le scuole, dove è un obbligo, / e i poeti stessi, / ce ne saranno forse due su mille”.

 


 

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