La natura del bastardo

La natura del bastardo

Ricerca del senso e senso della ricerca sembra dialoghino di continuo in un tempo che è quello dei desideri che animano i moti del quotidiano, ma anche quello delle riflessioni personali che vengono a situarsi in forma di poesia. Come in un duplice contesto di comunicazione: da un lato quello tra l’intimo microcosmo dell’uomo e l’immensa imperscrutabilità della natura, dall’altro quello tra il poeta e noi, che partecipiamo in egual misura dell’evento artistico e del fatto esistenziale facendoli entrambi nostri: “Chi se ne frega se sono poesie sbagliate/ versa amico, / l’infinito è una sbarra che ci traversa, / la Natura mai pura imperversa”. Avvolta dall’atmosfera di una luce atemporale, la superficie irriducibilmente complessa della vita smussa ogni variazione e sfuma la linea dei contorni, dando vita a un mistero il cui sigillo risulta infrangibile perfino agli slanci del cuore: “Possiamo soltanto amare / il resto è il teatro amaro/ dell’impotenza sotto il sole giaguaro“. E pur tuttavia lo sguardo interrogativo del poeta non si stanca di braccarlo, nel groviglio di in una serie molteplice di echi e di rimandi, alla ricerca ossessiva di un varco comunque possibile: “Ti cerco sempre nuova/ vita, / impestato di te, gioia senza possibile cura”….

Le poesie che hanno dato vita alla presente raccolta sono il sunto di un percorso interiore assai intenso che Davide Rondoni, protagonista di una carriera poetica prolifica e impreziosita dal prestigioso riconoscimento di ambiti premi, rivela di compiere in tutta la sua problematicità. Si tratta di componimenti ritmati alla maniera di un fluido tormentoso che scorre come una falda sotterranea in attesa di implodere, di un fuoco che divampa nelle vicinanze di una marginalità pregna per braccare il significato indecifrabile dell’esistenza. Sono poesie che sembrano uscire dal diario intimo di un uomo incline tanto alla meditazione metafisica, quanto al ricorso a una simbologia ben accentuata che rafforza la comunicatività dei versi. Fisica e metafisica, spazio naturale e ambito sentimentale, rappresentano la sostanza meditativa di una raccolta di versi che comporta necessariamente il soffermarsi sulla spoglia dimora dell’essere qui, ma in preda a emozioni intense e complesse. I componimenti non si sottopongono a nessuna struttura poetica di tipo tradizionale, cimentandosi piuttosto con un linguaggio che, proprio per quel suo sospingersi fino ai margini estremi della comunicazione diretta, diviene antitesi della realtà sfuggente che intende descrivere. Insomma, la raccolta palpitante delle vitali intuizioni di un poeta che non intende soffocare il proprio utile scarto, pronto a “imbastardirsi” per poter vincere l’opprimente peso del mondo.



 

 

 

 
 
 
 

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