Le coincidenze significative

Le coincidenze significative

Una creatura, sensibile agli effetti di un senso impalpabile che circonfonde il mistero oscuro dell’essere e del non essere, osserva con rassegnato disincanto emotivo situazioni e paesaggi consueti, vissuti nei fasti e nefasti dell’esistenza per assecondare appieno il segno di “coincidenze significative”, di “sincronie/ unisoni/ pulsazioni/ fughe in avanti/ di veloci file d’alberi/ sole che sorge attraverso”. E per scoprire che si è come tutti “passeggeri in viaggio/ sul medesimo treno/ notturno, astrale, cigolante”, “eroi di un qui e ora/ in costante mutazione,/ sfuggente come l’apparizione/ di una divinità terrena”. Da qui nasce la constatazione amara di avere dinanzi a sé la sola prospettiva di lasciarsi coinvolgere in relazioni di contaminazione positiva e coadiuvante con chi gli è accanto; la consapevolezza che “sentire/ la sinfonia dell’anima/ comprendere, curare/ conoscere/ abbracciare/ avere coraggio/ essere empatici/ non dimenticare” rappresentano le uniche risposte plausibili. Il poeta ferma la mente su sommesse riflessioni da condividere con il lettore, non prima di costringersi a inventare strategie di resilienza atte a salvaguardarne la sola forma di sopravvivenza possibile dinanzi alle anomalie dello stato in cui è percepita il mondo circostante: “Alla fine in fondo, / è uno svellere di palpitazioni,/ un sottrarre di emozioni,/ una religiosa asportazione di attimi”…

Le poesie contenute nella presente silloge di Roberto Crinò manifestano la capacità di coinvolgere nella trama dei versi limpidi e sinceri, di invitare a condividere gioie e timori, lacrime e sorrisi. Le coincidenze significative è un libro di sentimentale creatività poetica che vale la pena di leggere, misurato e soffuso di un malinconico disincanto, grazie alla capacità dell’autore di raccontarsi con necessaria distanza dall’enfasi di un pathos vibrato ed esasperato. Le composizioni, infatti, risultano costituite da versi di rassegnata disillusione, ma accattivanti sul piano dell’immediata emozione di ritorno, rendendole atte a essere percepite come un suono limpido e non fragoroso: toni, timbri ed accenti si danno nella parola con una modalità che tende ad accompagnare la lettura dei testi come quella di un amico capace di porgere, con tono confidenziale e mormorato, le intime risonanze di un cantore afflitto. Alla base della ricerca poetica agisce una forma di resiliente determinazione cui ogni suo pensiero critico riconduce. Ovunque prevale il disincanto con cui il poeta si misura con un paesaggio reso arso e scabroso, privo di qualsiasi altra tinta consolatoria che non sia quella di un percorso desolatamente proiettato attraverso le acque cupe e tenebrose di un incubo orrendo da percorrere come un errante dentro se stesso e con l’onestà del proprio porsi di fronte ad esso senza venirne a patti.



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