Limpidezza

Limpidezza

“Il poeta è un bimbo solo”, e di molta solitudine si legge in queste righe. Non piagnucolosa né ridondante, vissuta quasi come un castigo, una punizione (“La solitudine è quella condizione/ umana che somiglia al canto/ d’un bimbo seduto/ in un angolo buio”) o, viceversa, come una sorta di tempo utile per la contemplazione e la riflessione (“Se canto, e il cuore e la nebbia, qui da me/ la solitudine rivela il dovere civico/ di ogni essere a godere dell’immortalità/ di codeste rocce e alberi sparsi”). I temi sono tutti i più classici della poesia: solitudine, ricordo, memoria, tempo, natura, religione (accennata). Il ricordo e la memoria riguardano in particolare la giovinezza (“dai campi si ricordano/ gli anni della amata incoscienza”) e le esperienze amorose. Il passare del tempo che arricchisce, delude, insegna, conserva (“Ogni oggetto di questa casa/ sembra quello di un museo. Osservarli nell’assoluto silenzio/ è come scrivere con le lacrime/ come predicare l’avanzo/ della vita consumata dal tempo”). La natura come corollario alla vita e ai sentimenti e come natura/corpo, quindi più innervata, costituente (“Fresca potente battente/ la pioggia ingiù/ perpendicolare sui seni/ della verde valle”). Ogni tema si interseca anche tra una poesia e l’altra, come è la vita, comprensiva di avvenimenti, sentimenti, prove, che hanno una dislocazione a volte parallela, a volte – come la pioggia – perpendicolare…

Al napoletano Carmine Brancaccio si possono ascrivere diverse raccolte di poesia e un paio di romanzi. Pare brutto dire che, per quanto nella parte riassuntiva sia riuscita a elencare gli “argomenti” principali, ho difficoltà a fare un discorso di insieme? Che ho qualche piccolo problema a tracciare un profilo di questa raccolta? Di una poesia si può dire “mi ha colpito” o, come preferisco dire adesso, “mi ha letto”; una poesia “mi ha trasmesso”, “l’ho sentita nella pancia”. Ecco, la mia pancia è rimasta impassibile. Quindi è una poesia, o meglio, una collezione di poesie fallimentari? Se per poesia intendiamo un insieme di parole che causano, per la loro posizione vicendevole, una vibrazione emozionale, esprimendo un’opinione assolutamente personale e quindi impugnabile, devo rispondere sì. Se la poesia ha anche un lato oggettivo, tecnico (e certamente è così) allora possiamo salvare la forma poetica e apprezzarla, tralasciando l’abnorme presenza di quella che pare diventata un’ossessione della poesia odierna: aggettivo + sostantivo? Sono perplessa. Diciamo che si leggono metafore appena sufficientemente creative, per il livello connotativo non particolarmente efficace, che il ritmo è abbastanza piacevole, che le allitterazioni consentono una sufficiente musicalità. Ma la poesia è tanto, tanto altro, qualcosa d’altro e di più. La poesia deve essere una slavina, la poesia, la poesia è una mano ancestrale che ti ghermisce; ti metti in cerchio mano nella mano con le parole e giri, giri intorno.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER