Nel folto dei sentieri

Nel folto dei sentieri

Sovrano di quei dettagli che trasmettono il senso e il calore della vita e che dicono l’unicità dei sentimenti, fedele anche in tarda età agli ideali della giovinezza, il poeta ci appare in cammino tra folti sentieri che conservano ancora qualcosa di puro e di ingenuo: “Ancora odoro/ il muschio giù per le macchie, / godo del freddo chiaro/ di dicembre, / guardo sopra il Carpegna/ la nube nera/ che lenta avanza/ carica di neve, / in una queta radura/ trovo rifugio”. L’osservazione e la puntuale nominazione della natura ne sostengono il percorso: “Presso la foglia fradicia/ del tiglio e dentro l’erbe/ fatte quasi bianche, / nel suo rosa sempre più pallido/ e tenace, un cespo di ciclamini/ si rinserra, fragili i gambi/ e curvi, inzuppati d’acque”. Ma Il confronto aperto con il tempo nuovo riserva al poeta un angosciato timore: ”Chissà se ognuno porta nella mente/ il suo giardino chiaro e luminoso/ se c’è chi ne fa a meno/ nel cammino” che il suo conflagrare con il dato quotidiano rende evidente: “come il falso maratoneta/ domenicale sulla pista/ lanciato con gli occhi fissi/ e gli orecchi serrati/ da fili e da metalli” che “non vede le nuove foglie, / i gialli fiori/ tra inverno e primavera/ sempre sospesi”…

Nel folto dei sentieri segna una sorta di bilancio della carriera poetica di Umberto Piersanti: riprende i temi che hanno innervato la sua lunga e prestigiosa produzione poetica e li porta a frangersi in un tempo nuovo. Gli elementi topografici e paesaggistici permeano come sempre le immagini della lirica e il poeta coglie con tenerezza l’universale nell’effimero dettaglio. Ma ora si avverte come la sensazione che, nel repertare ogni specie di pianta e di fiore, egli sia animato qui dall’intento di ricomporre l’aura della vita e di difenderne il suo più recondito significato. Il paesaggio e la sensibilità interiore di Piersanti si scambiano la loro vertigine generando un’interazione dinamica lungo il cammino. In tal modo l’avventura del suo peregrinare diventa poesia dell’avventura interiore e lo spostamento orizzontale nella natura corrisponde a uno spostamento in profondità. Catalizzatore del flusso del tempo ma anche della poesia è la memoria. I ricordi restano stabili, tanto più immobili quanto più si sono radicati lungo il cammino. Così come la fedeltà alla purezza del cuore e a quella capacità di amare e rispettare che fanno di Piersanti una delle figure più umane della letteratura italiana contemporanea.



 

 

 
 
 
 

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