Parassiti del paradiso

Parassiti del paradiso

I temi che affiorano da questa silloge giovanile sono quelli che diventeranno il tratto distintivo di un’artista che è tanto più elegante quanto meno pretende di esserlo e che si sente perennemente sospeso tra musica e scrittura poetica, tra irresoluta adesione alla vita e ironico senso del distacco, tra il languore delle passioni amorose e l’angoscia dei tormenti mistici: “Suzanne ti fa scendere/ al suo posto presso il fiume, / puoi sentir sfilar le barche / puoi passar con lei la notte. / E tu sai che è mezza matta/ è per questo che la cerchi / e ti nutre a tè ed arance/ che ha portato dalla Cina”. Il viluppo di questioni intime e di tematiche sociali che ogni testo offre al lettore appare caratterizzato da un’armonia complessa e annodata, ma che si sgruma in una linearità tanto semplice da non credersi. Ed è proprio il piacere di ogni singola parola quello che si prova nel voler assecondare l’umore del poeta, lasciandosi immergere nello spazio sconfinato (in quanto lineare) di una traiettoria che porta più lontano di quanto non suggeriscano i componimenti. Nel respiro di un piacere lento, che lentamente porta alla perdita della cognizione del tempo e dello spazio e persino alla volontà di capire: “Io credo che la pioggia non mi farà/ sentire come una piuma/ quando cadrà stanotte dopo che/ i tram si sono fermati/ perché la mia stazza è ben precisa/ Amami perché non succede niente”...

Incominciamo l’anno nuovo con il piede giusto. Consigliamo a tutti di acquistare questa raccolta poetica di qualche tempo fa firmata dal celeberrimo poeta e cantautore Leonard Cohen, nato nel 1934 a Montreal da una facoltosa famiglia di commercianti, pubblicata per la prima volta nel 1966 ma rimasta inedita nel nostro Paese fino al 2011. Nella presente edizione, che l’editore Minimum Fax ha mandato in libreria con testo a fronte e il prezioso corredo di una breve ma appassionata introduzione della curatrice Suzanne Vega, c’è tutta la forza delle radici dell’autore, la giovanile effervescenza compositiva di un artista versatile, la rima fluente e incalzante della sua poesia, il passo veloce e leggero della sua canzone. Ci sono testi poetici che attendono ancora di essere musicati e che verranno poi da noi fischiettati al mattino sotto la doccia e cantati al suono della chitarra tra amici: Suzanne, Teachers, Fingerprints, The Master Song, Avalanche. Per tali motivi, la lettura delle 183 pagine del libro costituisce una festa per chi da sempre ama la poetica di Leonard Cohen e offre una lieta galoppata nella temperie culturale americana dei primi anni Sessanta attraverso le forme di un’espressività declinata con un ritmo che non consente soste, rallentamenti. Perché il rischio di venire disarcionati ogni volta che si pensa di avere già ascoltato tutto è altissimo.



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