Poetál Social Club

Poetál Social Club

La frenesia e la presunzione della società di massa sminuite nell’insicurezza dell’uomo che nasconde la sua instabilità emotiva, oppure nel vano bisogno di curare l’immagine. Ossessioni da cui la mente si distoglie per trovare ordine nella sensibilità della poesia (“… la sera metto la testa a riposo/ io non sento io non penso io funziono”). È solo questa la condizione che consente di condividere le sensazioni per provare un amore assoluto, costruito nell’attesa che diviene un bene superiore a ogni attaccamento alla materia (“mi fai sparire/ io torno/ solo/ per tornare/ in te”). Per apprezzare l’esistenza nella semplicità, che non deve lasciare necessariamente un segno, non serve comparare la bellezza, un albero ha valore nella sua intrinseca natura. L’onestà diviene il bene da coltivare, ancora una volta rapportarsi agli altri è inutile presunzione (“… saranno tutti ladri…/ ma intanto comincia a non esserlo tu). Una delle forme più accattivanti della spontaneità è il corteggiamento, in cui l’uomo si immerge per mettere alla prova la sua caparbietà (“… le donò un giacinto,/ ella capitolò,/ e fu subito bulbo/ ehm.. amore”), contrapposto al contatto nella rete, forma breve e fredda di avvicinamento. Nell’altro gesto immediato dell’abbraccio si mettono in moto meccanismi emotivi complessi, che si manifestano nel movimento intorno alla persona amata e conducono alla consegna (“…della mia faccia/ contro il tuo petto”), gesto conclusivo e liberatorio capace di ribadire l’intensità del sentimento amoroso…

Sono alcuni dei temi affrontati nella prima edizione di Poetál Social Club, antologia di poesia contemporanea di carattere sperimentale a cui hanno aderito autori che nel loro insieme tendono a mettere in luce i limiti di un’esistenza incentrata sul conformismo. Si prevede già una seconda edizione per portare avanti attraverso concorso un progetto editoriale che appare già impostato. Con stili tra loro diversi i poeti partecipano a una varietà che si armonizza, per realizzare pur nelle loro specificità una narrazione comune. Prevale la prosasticità dei versi che in alcuni casi come in Federico Virgilio o Alessandro Ettore Cimò giunge alla forma del poemetto con profonde riflessioni personali, mentre Giorgia Monti e Silvano di Campi sembrano interessati a recuperare la lezione dell’Ermetismo. In Rodolfo Cernilogar prevale uno stile autobiografico, dove momenti della vita del poeta si affacciano tra pensieri e sensazioni vissute con partecipazione, invece per Rita Galbucci e Cristiano Sormani Valli la ricerca di un amore assoluto, estraneo al consueto, è il tema già presente in altri autori che questi poeti hanno deciso di sviluppare. Accattivanti gli scenari da favola di Mirta Bertic, che palesa la necessità di andare oltre l’immanenza in una dimensione da sogno. Infine la giovane Federica De Filippo, venticinquenne napoletana che rivela chiarezza comunicativa e uno stile lirico capace di smascherare con coraggio sentimenti ormai inariditi.



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