Va tutto bene

Va tutto bene

Che cos’è la vita? E che cos’è l’amore? Le domande sono tante, almeno quante le ferite di un cuore sensibile e bisognoso d’amore. Non c’è risposta. Solo pensieri che trovano accoglimento su un foglio di carta. Tutto il bisogno d’amore in una frase. Una ricerca che non ha fine e che è iniziata da piccolo, con la scoperta che i grandi non sanno amare, sanno soffrire. E i bambini, gli altri, sorridono della loro spensieratezza che accompagna aeroplani di carta svolazzanti. Crescere è imparare il dolore e col dolore, le lacrime. Solo gli occhi curiosi di un bambino e il suo silenzio che interroga sanno davvero che dove c’è la paura non può esserci amore, origine e fine di ogni percorso di crescita. Eppure il segreto per crescere davvero è non crescere mai, inseguire i propri sogni, guardare oltre. Amare la vita, nonostante tutto. Cadere per ricominciare. Partendo e ripartendo da se stessi. Aprire il cuore all’ignoto, lottare e imparare. Illudersi che lei ci sia ancora, sentire il suo odore e la sua assenza, rischiando di impazzire. Tutti gli uomini sono “Vagabondi in cerca di farfalle nello stomaco”, esseri incompleti e timorosi, incapaci di donarsi ma soprattutto di amarsi. Di amare prima di tutto se stessi. Senza misura e senza condizioni…

Si respira aria di nebbia, la nebbia dell’anima in ricerca verso uno spiraglio di luce. L’altro sembra la fontana che placherà la nostra sete, lo specchio in cui riconoscerci, tutto ciò che ci basta. E invece è solo un’illusione che diventa assenza, malinconia. Fino a trasformarsi in buio e tristezza. Ed è di questa malinconia che è impregnata tutta la scrittura del giovane Sebastiano Marraro, un poeta del web che grazie a Instagram ha raggiunto migliaia di lettori con le sue ‘pillole di saggezza’. Dal web alla carta stampata è un attimo: Va tutto bene, autoprodotto nel 2017, con una velocità impensabile ha scalato le classifiche di Amazon fino ad arrivare a Rizzoli. Il tema è quanto di più comune possa toccare l’uomo: l’amore. Versi sciolti che con uno stile secco e ancora acerbo (causa la giovane età e la modalità ‘social’ a cui è legato?), una scrittura essenziale (a tratti banale), sfociano in un flusso di pensieri legati al sentimento amoroso, snocciolati (in maniera ridondante) su un tappeto di profonda tristezza. Un urlo di rabbia e di dolore. Un puzzle fatto di diversi elementi: incisive le illustrazioni in bianco e nero che accompagnano i versi, pagine intenzionalmente lasciate vuote perché il lettore possa riempirle di sé e una domanda in cima ad ogni capitolo perché sia condiviso il viaggio alla ricerca dell’amore, ma soprattutto di se stessi.



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