Intervista a Bret Easton Ellis

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Oltre metà della sua vita, Bret Easton Ellis l’ha trascorsa in una letargica – ma entusiasta - produzione letteraria. Affacciarsi così giovani al mondo labirintico della promozione e dei contratti editoriali ha amplificato a dismisura il suo innato cinismo e gusto per l’assurdo: quello che ci viene tramandato oggi alla soglia dei cinquant’anni è a ben vedere e sentire un autore paradigmatico e dal carattere cartavetrato, un professionista delle lettere incapace per natura di aprirsi al paradiso dei media e dei lettori se non tramite ciò che scrive. Le poche parole che riserva al suo pubblico, pochezza mal celata dal piacere consacrato alla sua traboccante ironia, sono il risultato di un lungo cesellamento della propria immagine agli occhi di chi negli ultimi due decenni l’ha incensato e schernito, letto e pubblicato, amato e ancora non conosciuto.
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