Adamo

Adamo
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Non una nascita, ma un semplice essere, già ventunenne, senza parlare, senza vestiti addosso, disteso su una terra deserta, senza vedere e sentire, senza conoscere l’ambiente intorno a sé. Adamo. La prima cosa che fece fu respirare. La prima cosa che conobbe. E respirò con avidità, e crebbe il desiderio e la conoscenza di essere qualcosa, di essere da qualche parte. Respirando, crescendo, arrivò la prima vocale: a. Nel deserto, un suono, poi un altro, e la prima parola: Hawah, essere. Dopo la prima parola, Adamo si pose in postura eretta e camminò, contemplando il cielo sopra di lui e la terra in basso. Sognò, Adamo. Dopo il terrore alla vista del primo tramonto, sognò le vicende trascorse della giornata: il suono, il cammino, la luce e lo stupore nel percepire i suoni. Adamo e l’Altissimo rimasero nell’Eden insieme per sette giorni: in quel tempo Adamo creò il linguaggio e dette un nome a ogni creatura plasmata dall’Onnipotente. Il settimo giorno Adamo si assopì e un fortissimo torpore invase le sue membra. Sognò l’umanità, avvicinandosi a una luce mai vista prima, il suo corpo si disintegrava in mille pezzi. Da ogni frammento nascevano moltissimi uomini, in tutto simili a lui, alla disperata ricerca di Eden. Al risveglio, Adamo trovò accanto a sé una scultura di sabbia, che il vento aveva plasmato durante la notte. La chiamò Lilith, e quella si animò, la sua prima moglie…

Un romanzo su Adamo, un tentativo letterario di raccontare il cammino del primo uomo: dal primo respiro e la prima parola alla contemplazione e alla consapevolezza della luce, del corpo, dell’Altissimo, alla legge/divieto di mangiare i frutti dell’albero Esh sulla sommità del monte Bet-Gebel-Adam. La moglie, Lilith creatura della notte, la convivenza nella beatitudine dell’Eden, poi il tradimento di lei con l’angelo decaduto, Hakathriel – Satana, ovvero colui che si pone innanzi ‒ e la discesa da parte di Lilith in un corpo di morte, nascosto alla luce del giorno, “eterna tenebra senza alba”; Eva, il rinnovato amore, la prima discendenza con Caino e Abele – Kanah, prendere possesso di un bene, e Havel, soffio vitale. Con molto coraggio, Kevin Swierkosz-Lenart immagina un attento e ispirato racconto su Adamo, intrecciando studi e conoscenze in campo esoterico, della tradizione cristiana ed ebraica. Un complesso reticolo di guide, di riferimenti bibliografici e approfondimenti filologici che da focali operano nel ricostruire il quadro adamitico “in dialogo con il mito”. Adamo è il primo romanzo di Lenart, medico italo-francese che lavora come assistente presso il dipartimento di Psichiatria del CHUV di Losanna.



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