Donne Private

Donne Private
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Due ragazzine ‒ sorelle, quindici anni in due, una gigantesca e l’altra piccola piccola, divise da poco più di un anno ‒ trascorrono l’estate afosa in campagna, tra cicale, canzoni, stelle cadenti e pipistrelli. Le visite dei parenti, la radio, le storie raccontate sono i loro passatempi, così come preparare torte con la terra rossa bruciata, decorandole con le olive acerbe e già cadute dagli alberi. Tutto sembra perfetto, in questa atmosfera bucolica del 1975, fino a quando, inaspettatamente, il male arriva anche lì, e ha una faccia ben nota... Agostina si guarda allo specchio: lei sa chi è, sa soprattutto quello che sa fare, cioè scrivere. Scrive da tanto tempo, troppo forse. Scrive dei libri bellissimi, acclamati dal pubblico, degli autentici bestseller che fanno guadagnare soldi a palate alla casa editrice e donano successo all’autore. Peccato che l’autore non sia lei. Perché chi ci mette la faccia e il nome è un lui, Gianandrea Vasilleri. Che l’ha gratificata, certo, da cui si è sentita sedotta, amata e stimata, in un primo momento. Ma ora, pensa Agostina guardandosi allo specchio, ora non è arrivato il momento di smetterla con questa enorme bugia?... Quando si sogna di vincere al Superenalotto, cosa si pensa di poter fare? Se esce sei, lei pensa che cambierà tutto. Tutto in meglio, naturalmente. Viaggi, macchina nuova, vestiti nuovi, psicoterapeuta, nutrizionista, un consulente a disposizione per ogni ambito di vita. Diventerà ricca, quindi bella. Quindi amata, ma anche stronza. Adesso si sente solo normale, banale e sfortunata soprattutto. Perché non vince mai. Ma ci ritenterà...

Come è facilmente intuibile, il titolo ha una doppia chiave di lettura. Da una parte Simonetta Corrado, qui alla sua opera prima, dipinge l’essenza più intima di dodici donne. Non importa come si chiamino, dove vivano, che fanno nella vita o di che segno siano: qui è visto solo quell’angolino buio della loro anima, quella oscurità che piano piano tenta da dentro di divorare tutto il resto, appannando la vista, coprendo il cuore, impedendo un cammino diritto. Dettagli maggiori non sono concessi e in fondo neppure richiesti. D’altra parte, l’aggettivo “private” rimanda ad una condizione che accomuna ognuno di questi ritratti, una mancanza che le protagoniste o subiscono o si sono imposte per una loro scelta di vita. Anche se le storie raccontate possono essere lontane dalle nostre, sarà facile comprendere il dolore di fondo. L’autrice gioca bene con le parole, si percepisce la sua padronanza con la lingua e una certa sicurezza dovuta naturalmente al suo lavoro di copywriter, svolto da molti anni. In effetti, pure se questi ritratti sono tracciati nero su bianco su carta, regalano diverse sfumature e colori, e sanno emozionare, alcuni decisamente con maggior forza e carattere di altri, che risultano invece leggermente deboli, più nella struttura che nella scrittura. Una buona prima prova, chissà che nel futuro la Corrado si cimenti in un romanzo.



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