Hazel ‒ Le lacrime del male

Hazel ‒ Le lacrime del male
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Johanna si risveglia. La sua mente è confusa, il corpo dolente. I polsi che sono stati legati stretti le fanno male, quello è il terzo risveglio della sua prigionia. Le sembra di impazzire. È stata rapita, ma quello che più la getta nella disperazione più cupa è il non sapere nulla della sorte del suo piccolo Jamie. Non ricorda niente del momento in cui lo hanno strappato da lei, solo una passeggiata al Kennedy Park, le ruote della carrozzina, le sue amiche, poi il rientro a casa e una presenza alle sue spalle, poi un colpo secco alla testa e infine il buio. Sono tre giorni che è rinchiusa da qualche parte, tre giorni che degli uomini le portano da mangiare e da bere. Non ha più sensibilità al labbro, prova a toccarlo ma non sente niente, anche sul viso non avverte niente, come se toccasse il volto di qualcun altro, come se il suo volto fosse coperto da una garza e con orrore avverte una lunga cicatrice chirurgica sul collo. Cosa le è successo? Cosa le hanno fatto? Prova a gridare ma neppure la voce riesce ad uscire. Avverte solo una sorta di sibilo, un rantolo di fiato caldo. Viene assalita dal panico che prende il sopravvento, ma quello che sta vivendo non è un incubo, ma il suo inaspettato presente. Il su volto è coperto di garze e dal cerotto cola un sangue grigio scuro…

Un esordio dalle tinte fosche e inquietanti quello con cui si pongono all’attenzione dei lettori Daniele Biglia e Luca Comizzoli, una coppia di amici informatici con la passione della lettura e della musica heavy metal, un esordio che è stato accolto con entusiasmo dal popolo della rete che ha regalato loro tante recensioni entusiastiche a cinque stelle e parole di autentica soddisfazione. Sicuramente possono contare su un incipit impressionante e una storia dal ritmo incalzante che riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine. Segreti nascosti, terribili presagi, incubi spaventosi, vicende familiari torbide, testi antichi annunciatori di morte che tornano con prepotenza gettando ombre nere sui protagonisti, una figura femminile accattivante e una trama serrata sembrano poter non deludere le aspettative, almeno inizialmente. Ma è tutt’altro che facile mantenere alta la tensione lungo un thriller che si snoda per quasi quattrocento pagine scritte fitte fitte. Tante? Troppe? Forse sarebbero bastate per due libri, ma può darsi che un sequel sia già in cantiere.



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