La strada dei sogni

Sua madre ritiene che sia più sicuro vivere a Secondigliano piuttosto che a Poggio Reale, e così ecco che lui (Vincenzo) e tutta la sua famiglia si sono trasferiti proprio a Secondigliano, dove non conoscono nessuno. Ma basta poco perché ogni cosa vada per il verso giusto: nuovi amici, nuovi luoghi da scoprire, le partite di pallone e le corse a perdifiato tra vicoli e piazzette; Vincenzo cresce sognando un futuro felice fino a quando si trova a fare i conti con il dolore e il senso di colpa… A Miss Lucas è bastato ascoltare Nelson Mandela incoraggiare “gli africani a costruire una nuova società di cui tutto il mondo potesse andare fiero” per decidere di buttarsi dietro le spalle il suo matrimonio fallito, lasciare Chicago e partire alla volta dell’Africa per insegnare in una scuola frequentata da ragazze appartenenti a razze diverse tra loro; quella scelta la porterà a relazionarsi con allieve dalla vita difficile e a fare scelte complicate, ma le consentirà anche di capire il senso della felicità aiutando gli altri a realizzare i propri sogni… A Sarajevo le bombe saettano e fanno squarci ovunque, suo padre e sua madre sono morti e lui è rimasto solo con sua sorella a vivere in una casa piena di ricordi e di dolore; lungo le strade però ci sono ancora persone che tentano di sopravvivere cercando cibo e schivando il fuoco assassino dei cecchini, e lui resiste, aiutato da un anziano che impaglia sedie in onore dei morti, sognando di tornare a vivere una vita normale…

Si può sognare giocando a calcio tra i vicoli della propria città e immaginando un roseo futuro per sé e per i propri amici, oppure lo si può fare ritrovando se stessi in un luogo lontano, avvicinandosi a culture diverse e lasciando che il proprio animo sia rinfrancato da nuove emozioni, oppure si può sognare continuando ad amare la propria città squarciata dalla guerra e dalla morte, avvicinandosi alla vita dei sopravvissuti e scegliendo di andare avanti per avere l’opportunità di vivere il futuro; in ognuno di questi casi i sogni respirano in un incrocio di vite che si muovono in strade inizialmente diverse, ma poi vicine e incrociate, come a volersi unire per non crollare. “C’è qualcosa di magico nel fare un pezzo di strada assieme, nella vicinanza dei corpi, nell’addomesticarsi a vicenda. La strada è un tipo di spazio e di tempo che giorno dopo giorno copre le distanze degli anni, delle menti, dei ricordi, riempiendo vuoti che si sono creati dentro di noi altrove”. È questa la capacità di sognare raccontata dalla giornalista Chiara Zanini ne La strada dei sogni , un tris letterario (tre sono i racconti che compongono il libro) che si esprime in pagine agili e belle. Una lettura che racconta la vicinanza nella diversità perché “a volte basta imboccare una strada a mani nude per incontrare un pezzo del nostro destino negli altri”.



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