Su un pianeta

Su un pianeta

Si può vivere come attoniti e disincantati dinanzi alla metafisica del quotidiano: “Il mio sguardo è un convoglio in disuso/ che lascia il cerchio del suo panorama/ e quando torna alla stazione degli occhi/ li rende penetrabili un istante”. E tuttavia non si può fare a meno di provare a dare un senso al viaggio lungo le sue idiosincrasie, a trattenere le immagini stranianti inquadrate dal finestrino in altrettanti affreschi: “Il vagone oscilla/ come un guscio sulla piana liquida/ dell’erba, / lancio gli occhi nel pianeta sbiadito/ fino al fuoco oltre i relitti delle case”. Il costante avvicendamento di luce e ombra, di giorno e notte, di alba e tramonto diviene, per tale necessità, la lente d’ingrandimento del dinamico e disperato sentire di chi non si arrende e scenda dal convoglio: “finché la scaglia vellutata dell’alba/ abbocca al sole/ affiora nel perimetro del giorno/ diffonde nella pelle/ luminosa del mattino/ - e il vagone si scuote”, animato dalla ricerca di una verità possibile, pur sempre invocata nell’angustia della lacerazione, sempre ricercata nell’angoscia dell’incomprensione:” Ebbi in sorte/ un profumo, tre colori più puri, un campionario/ di lamine/ d’acqua – di rive – e l’impulso di scriverne”…

Dispiace molto di non aver potuto segnalare per tempo l’uscita della pregevole raccolta poetica che ha segnato l’esordio di Costantino Belmonte. Una silloge d’intensa e matura forza espressiva con cui l’autore romano si è aggiudicato il 5° Contest “Ilmioesordio” 2015 indetto dal Gruppo L’Espresso. Poesie della fisicità, nel senso di meditazioni per frammenti sul rapporto tra materia e respiro, i testi antologizzati evocano porzioni emerse dal vissuto personale in rapporto con un variegato territorio soverchiante, con il ritmico contrarsi e dilatarsi di un tempo che richiama a un mistero inattingibile. Le tematiche evocate nei componimenti, volte ad ammantare di solennità la ricerca della bellezza arte, lasciano sullo sfondo la natura come punto ove confluisce ogni dilemma. Ben più nitida risulta, invece, la tavolozza da cui l’autore si rifornisce dei colori necessari a dipingere le cinque sezioni in cui è articolato il libro. Libro caratterizzato da un verseggiare libero nelle scansioni e modulazioni, che ora allunga e ora accorcia scandagliando apparati stilistici diversi, in attesa di trovare quello più consono a dare intonazione unitaria all’opera.



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