Sono un alieno

Sono un alieno e mi trovo in un mondo a me del tutto estraneo. Che bello, sono su una navicella spaziale, ma mamma dice che si chiama aereo, che nome strano... Sono passati un po’ di giorni da quando siamo scesi dalla navicella, abbiamo visitato tanti pianeti strani, che mamma chiama palazzi o musei. Oggi abbiamo deciso di andare in un parco, sono caduto e mi sono sporcato tutto di fango, mamma mi ha detto di aspettarla qui, è andata a prendermi qualcosa per pulirmi. Sono ancora qui, mamma non è ancora tornata, i bambini sono andati tutti via, sta diventando sempre più buio e sto iniziando ad aver fame, ma io aspetto la mia mamma, ha detto che torna.

Sto ancora aspettando mamma, tanto ora torna. Sono sicuro che mamma sta arrivando. Vedo una luce strana nel cielo, non avevo mai visto il sole così, a quest’ora di solito dormo nel mio letto con il mio dinosauro, sembra stanco pure lui come me, ha una luce così fioca, non ho dormito perché aspettavo mamma, ma non è arrivata. Non credo che mamma tornerà, perché mi ha mentito? Lei dice sempre che le bugie non si dicono...

Ho fame, tanta fame, troppa. Dal parco vedo un signore che vende cornetti, che fame, adesso gli vado a chiedere se me ne presta uno, lo mangio e glielo ridò, giusto? Non me lo ha voluto dare, ha detto che non vuole dei poveracci nel suo locale, ma io non sono povero, mamma ce l’ha i soldi, ho provato a dirglielo, ma non mi ha creduto. Mi sto avvicinando al centro, in mezzo a tutti questi pianeti, gli abitanti ho scoperto che non sono molto gentili, e poi sono degli strani alieni, va bene, non importa, cercherò di adattarmi. Sono due giorni che non mangio e sento di non riuscire a stare in piedi, non importa, mi riposo un po’ e poi ricomincio a camminare verso il pianeta dove stop con mamma e papà, ma dov’era quel pianeta? A destra? No, no, a sinistra? Ma qual è la sinistra? Non mi ricordo più...

Wow, quella navicella vola! Noi a casa non abbiamo navicelle che volano, sono seduto per terra e vedo tanta gente che cammina, si allontanano tutti, secondo me ho una cupola intorno a me che mi protegge dai cattivi. C’è una signora che sta camminando con le braccia larghe, come se mi volesse abbracciare, mamma ha cambiato colore dei capelli? Va bene comunque, ci sta molto bene, mi alzo barcollando, sono veramente stanco, e mi avvicino alla donna urlando “Mamma, mamma!”, vedo un altro bambino correre incontro alla donna, alla mia mamma. Lei appena mi vede si allontana di scatto e con una voce strana dice al bambino di non avvicinarsi ai poveracci come me, di nuovo? Io non sono povero.

Mi sono riseduto a terra, sono troppo stanco... ho un mostro che mi morde lo stomaco e il deserto si è voluto trasferire nella mia gola. Continuo a vedere cose strane, quei pianeti, che mamma chiama palazzi, si muovono, barcollano come me, magari anche loro hanno fame, ora glielo chiedo. Mi metto a parlare con i miei amici pianeti, almeno loro non si allontanano... ci sono questi alieni che mi guarda come se fossi un alieno, loro non parlano con i loro amici pianeti? Ho chiuso gli occhi, non vedo nulla solo buio, buio totale... vedo una luce, corro verso di essa, e vedo che c’è quel mondo, che mi ha fatto stare male, vado o non vado? Non vado, sto bene qui, non ho più fame e nemmeno sete, qui posso dormire in pace.

DUE GIORNI DOPO

“...bambino trovato senza vita, si presume a causa della denutrizione e della disidratazione, non si riesce a capire chi siano i genitori, nessuno a chiesto il corpo per i funerali, si presume sia stato abbandonato...”. La ragazza legge e rilegge e legge ancora questo pezzo d’artico sul giornale di oggi, ne rimane veramente schifata, non ci crede che nessuno ha visto il bambino stare male, nessuno lo ha aiutato. Come se fosse un alieno. Si siede su una panchina al parco, senza sapere che quella è stata la panchina in cui il bambino ha passato la sua ultima notte. Apre il suo quaderno e scrive il titolo “Storia di fantascienza” va a capo e scrive:
“Un giorno...
Un giorno la gente non soffrirà più.
Un giorno la gente non farà più soffrire.
Un giorno la gente non ucciderà più.
Un giorno la gente non scorderà più le date.
Un giorno la gente non conoscerà più abbandono.
Un giorno la gente saprà amare.
Un giorno i bambini non soffriranno più.
Un giorno i bambini non moriranno più.
Un giorno i bambini non sapranno cosa vuol dire povertà.
Un giorno i bambini non sapranno cosa vuol dire fame.
Un giorno i bambini non conosceranno odio.
Un giorno i bambini non sapranno cosa sono le lacrime.
Un giorno i bambini avranno solo i problemi di Monopoli.
Un giorno i bambini sorrideranno sempre.
Un giorno le mani non lasceranno più lividi.
Un giorno le mani non saranno più usate per comandare.
Un giorno le mani non saranno più usate per pregare.
Un giorno le mani le mani saranno usate per ringraziare.
Un giorno le mani saranno usate per amare.
Un giorno le mani saranno usate per accarezzare.
Un giorno le mani saranno usate per adorare.
Un giorno le mani saranno usate per scoprire.
Un giorno le lacrime amare non solcheranno più il volto paffuto di un bambino.
Un giorno le lacrime amare non solcheranno più il viso rugoso di un vecchio.
Un giorno le lacrime amare non solcheranno più il viso giovane e pulito di un ragazzo.
Un giorno le lacrime amare non solcheranno più stanco di una madre.
Un giorno le lacrime non bruceranno più sulle ferite aperte.
Un giorno le lacrime non saranno più lame che tagliano le gote e trafiggono il cuore.
Un giorno le lacrime saranno dolci baci su gote calde di giovani fanciulli.
Un giorno le lacrime saranno solo di felicità.
Un giorno le parole non saranno più usate per ferire.
Un giorno le parole non saranno più usate per ingannare.
Un giorno le parole non saranno più usate per mentire.
Un giorno le parole saranno libere di uscire a piacimento.
Un giorno le parole saranno scritte su carta in tutti i modi.
Un giorno le parole saranno poesia.
Un giorno le parole saranno insegnate a tutti.
Un giorno le parole saranno dette per amare.
Un giorno l’amore non sarà per soldi.
Un giorno l’amore non conoscerà bugie.
Un giorno l’amore non conoscerà tradimento.
Un giorno l’amore non conoscerà limiti.
Un giorno l’amore non conoscerà Dio.
Un giorno l’amore non conoscerà sesso.
Un giorno l’amore sarà un foglio bianco su cui scrivere senza strappi e senza pieghe.
Un giorno l’amore sarà vero ed eterno.
Un giorno il mondo non conoscerà male.
Un giorno il mondo non conoscerà siccità.
Un giorno il mondo non conoscerà fame.
Un giorno il mondo non conoscerà analfabetismo.
Un giorno il mondo non conoscerà ingiustizie.
Un giorno il mondo non conoscerà discriminazioni.
Un giorno il mondo non conoscerà razze.
Un giorno il mondo sarà un bel posto.
Una bella storia...
Una bella storia per un brutto mondo.
Una bella storia che sarà di sogni.
Una bella storia per cui la gente è morta, muore e morirà.
Una bella storia per cui la gente riderà.
Una bella storia per cui una ragazza continua a sperare.
Una bella storia che un giorno sarà dimenticata.
Una bella storia che rimarrà una storia.
Una bella storia che rimarrà fantascienza”.
Vera e propria fantascienza...

Ginevra Cecchetti, III B - I.C. via delle Carine, Roma

Racconto terzo classificato al Premio A.A. Fantascienza Cercasi 2018 riservato agli studenti delle scuole medie del Lazio.



Escludi Ads Google: 
 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER