Bertolt Brecht

Bertold Brecht
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"Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati".




Bertolt Brecht è nato ad Augsburg, in Germania, il 10 febbraio 1898, in una villetta che oggi è il Brecht Museum. Suo padre era un dirigente in una cartiera, la madre una casalinga molto devota che sin da piccolo gli leggeva brani della Bibbia. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo colse 16enne, e quindi quasi inevitabilmente entusiasta interventista: solo una serie di pessime notizie riguardanti amici mandati al fronte gli fece cambiare idea, così seguì il consiglio del padre e nel 1917 si iscrisse alla München Universität per evitare la chiamata alle armi (ci riuscì fino all'autunno del 1918, ma comunque evitò qualsiasi scontro armato perché di lì a poco le ostilità cessarono). All'università conobbe il drammaturgo e storico Arthur Kutscher e il carismatico attore Frank Wedekind, che gli insegnarono ad amare il Teatro e la Letteratura. Nel luglio 1919 il giovane Bertolt diviene padre di un bambino (Frank, concepito con una ragazza di nome Paula Banholzer), e nel 1920 diviene orfano di madre. È in questo periodo che Brecht inizia a lavorare col geniale attore-performer Karl Valentin. Le prime pièces teatrali scritte si aggiudicano il prestigioso Premio Kleist. La galleria di donne della vita di Bertolt Brecht prosegue con Marianne Zoff, cantante d’opera, che il giovane drammaturgo sposa e dalla quale ha una figlia, Hanne. È del 1923 la sua prima sceneggiatura per un film, “I misteri di un salone di barbiere”, diretto da Erich Engel e con Karl Valentin e la separazione dalla Zoff. Brecht ha relazioni sentimentali contemporanee con Elisabeth Hauptmann ed Helene Weigel, con la quale nel 1924 concepisce il terzo figlio, Stefan. In questo periodo artisticamente molto intenso il drammaturgo tedesco scopre il pensiero marxista e il socialismo: “Quando lessi Il Capitale, finalmente capii tutte le commedie che avevo scritto. Marx è l’unico spettatore che vorrei”. Nel 1927 inizia la feconda collaborazione col giovane compositore Kurt Weill, che negli anni successivi porterà a numerosi trionfi artistici; nel 1930 secondo matrimonio, stavolta con la Weigel, che nel frattempo ha dato a Brecht un’altra figlia, Barbara. L’ascesa del nazismo convince Brecht e i suoi familiari a lasciare la Germania nel 1933: dopo brevi soggiorni a Praga, Zurigo e Parigi accettano l’invito della giornalista Karin Michaelis e si trasferiscono in Danimarca, a Svendborg. Per sei anni Brecht segue con ansia le sorti della Germania da lì, ma quando Hitler decide di scatenare la Seconda Guerra Mondiale si rifugia prima in Svezia, poi in Finlandia e infine negli Usa nel 1941. Negli anni della Guerra Fredda le idee politiche di Brecht non possono passare inosservate, e infatti durante il Maccartismo finisce nel mirino del famigerato House Un-American Activities Committee, che lo convoca per un’audizione nel settembre 1947. Il giorno successivo Brecht riparte per l’Europa. Dopo un breve soggiorno in Svizzera, si stabilisce a Berlino (in quella che in seguito diventerà Berlino Est) nel 1949. Qui, insieme alla moglie fonda il Berliner Ensemble, cui dedica quasi per intero gli ultimi anni. Nel 1954 riceve il Premio Stalin per la pace (ribattezzato in seguito Premio Lenin per la pace). Il 14 agosto 1956 muore per un attacco cardiaco a soli 58 anni. È sepolto nel cimitero Dorotheenstädtischer di Chausseestraße, di fronte al palazzo nel quale ha vissuto gli ultimi dieci anni della sua vita.





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