Elizabeth Jane Howard: la quiete dopo la tempesta

Articolo di: 

Da sempre amata dal pubblico (anche se la sua Saga dei Cazalet e qualche altro romanzo sono stati pubblicati in Italia solo negli ultimi anni), non è mai stata apprezzata dalla critica letteraria. Si è sempre detta convinta che negli anni in cui scrisse i suoi romanzi (anni ’80/’90) ci fosse un pregiudizio diffuso da parte dell’establishment letterario: le storie di grandi famiglie borghesi che vivevano in belle case non stavano certo simpatiche ai critici militanti di sinistra. Recentemente, in un lungo articolo apparso sul quotidiano britannico “Guardian”, Hilary Mantel si chiede: “Gli splendidi e sottovalutati romanzi di Elizabeth Jane Howard sono stati sempre messi in ombra dalla sua turbolenta vita privata. Ma il vero motivo per cui sono sottovalutati è che sono considerati libri sulle donne, scritti da una donna?”.




Nata a Londra nel marzo 1923 da un ricco mercante di legname e da una ballerina russa, la Howard passò un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie sessuali subite da parte del padre. Da ragazza fece l’attrice e la modella grazie al suo fisico flessuoso, ma ben presto a occuparle la vita furono le sue tormentate, turbolente vicende sentimentali. La sua biografa, Artemis Cooper, ha scritto: “Tre matrimoni dolorosi e una serie di relazioni che l’hanno fatta soffrire molto: questa è stata la sua vita. In un certo senso i suoi libri sono stati un tentativo di fare chiarezza dentro se stessa. Nello scrivere Jane era così lucida sull’amore, sul tradimento e su ciò che uomini e donne si fanno a vicenda. Com’è possibile che qualcuno con una visione così acuta faccia errori così catastrofici nella sua vita amorosa? E non solo una o due volte, ma più e più volte. Naturalmente era proprio questo suo lato passionale e spericolato a renderla tanto brava nel raccontare storie. Per tutti e tre i suoi mariti Jane era una specie di femme fatale. Eppure si considerava una donna ingenua in cerca d’amore. Non si sentì mai davvero in colpa per i danni che causò: molti dei suoi uomini erano sposati. Ed è per questo che la sua era un’innocenza pericolosa. L’amore s’impossessava di lei; le forniva una scusa per comportarsi male”.

Il primo matrimonio di Elizabeth Jane Howard fu quello del 1942 con Peter Scott, naturalista, ufficiale della Marina ed eroe di guerra. Quando la piccola Nicola compì 3 anni, Elizabeth abbandonò lei e suo marito, causando una ferita nel rapporto con la figlia che si rimarginò solo decenni più tardi. Dopo il divorzio ebbe molte relazioni sentimentali: fra queste quelle con i poeti Laurie Lee e Cecil Day-Lewis, entrambi mariti di carissime amiche di Elizabeth (la scrittrice era addirittura la madrina di battesimo delle figlie di tutte e due le coppie). Nel 1951 vinse il John Llewellyn Rhys Memorial Prize grazie al suo primo romanzo, The Beautiful Visit, inedito in Italia. Nel 1956 uscì il suo secondo romanzo, Il lungo sguardo

Il suo secondo matrimonio invece, nel 1959, fu quello con James Douglas-Henry, un vero disastro: a quanto si sa (ma la Howard ha sempre parlato malvolentieri dell’argomento) i due non avevano rapporti sessuali tra loro e in compenso si tradivano frequentemente. Dopo cinque anni di inferno, arriva un secondo divorzio. Nel frattempo nel 1959 era uscito Cambio di rotta e nel 1962 la Howard aveva curato il Cheltenham Literary Festival, invitando tra gli altri il romanziere Kingsley Amis, con il quale aveva avviato sin dal primo giorno una torrida relazione che aveva contribuito alla fine dei matrimoni di entrambi.

Nel 1965 Amis e la Howard si sposarono e avviarono un ménage apparentemente felice e mondano nella loro bella casa di Hadley Common, a Barnet. Era anche appena unscito un nuovo libro della scrittrice, All’ombra di Julius, tutto sembrava andare per il meglio. Ma non è tutto oro quello che luccica: la Howard raccontò di aver vissuto quegli anni come una “retrocessione” al ruolo di casalinga, all’ombra del successo come scrittore del marito. In casa con loro vivevano i due figli adolescenti di Amis (uno era il futuro scrittore Martin Amis, che della matrigna diceva: “Pensavo fosse una dea, mi insegnò a quindici anni cosa sono i libri e che cos’è la letteratura”), la anziana madre di Kingsley, suo fratello e un suo amico pittore. Per tutti loro Elizabeth faceva da mangiare tutti i giorni, senza contare l’organizzazione di fastose cene per i tanti ospiti della coppia. Nel 1980 la Howard decise di scrivere la parola fine anche al suo terzo matrimonio, a 57 anni. Si recò per dieci giorni in un centro benessere fuori città e il giorno in cui sarebbe dovuta tornare a casa scrisse un biglietto al marito spiegando che invece non sarebbe tornata mai più. Andò a vivere in una brutta casa di Camden Town, e Kingsley Amis non le rivolse la parola per tutta la vita.

La Howard nel 1990 andò a vivere in campagna, a Bungay, nel Suffolk, dove scoprì la sua passione per il giardinaggio e i cani. Dove trovò finalmente la pace. E soprattutto dove scrisse la sua celeberrima Saga dei Cazalet, la sua opera di maggior successo. Sono anni di pace, solitudine, di rinnovato affetto con la figlia Nicola e con quattro nipotini. In questa stessa casa, nel gennaio 2014, a 90 anni, Elizabeth Jane Howard muore dopo una breve malattia.

I LIBRI DI ELIZABETH JANE HOWARD



 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER