Erica Jong

Erica Jong
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"Eliminare i sensi di colpa. Non fare dalla sofferenza un culto. Vivere nel presente (o almeno nell'immediato futuro). Fare sempre le cose di cui si ha più paura: il coraggio è una cosa che s'impara a gustare col tempo, come il caviale. Fidarsi della gioia. Se il malocchio ti fissa, guarda da un'altra parte. Prepararsi ad avere ottantasette anni".




Cos’altro occorre, pensandoci bene, per essere felici? Poche, semplici e chiare regole: tutto il resto (consigli autorevoli, suggerimenti d’esperti, corsi d’autostima) diventa solo il “di più” di cui si potrebbe fare a meno se si decidesse di mettere un punto fermo alla mestizia. A suggerire la strada da percorrere per iniziare ad essere ciò che davvero sentiamo, o crediamo di essere, è Erica Jong, scrittrice, saggista, poetessa ed educatrice statunitense: per una volta tanto ad indicare la via più divertente (niente affatto semplice, s’intende) non è un intoccabile e ieratico barbuto, ma una donna intraprendente, creativa, ironica. Approdata alla carriera letteraria nel 1971 con una raccolta poetica dal titolo Frutta e verdura (pubblicata nel 1973), è nel 1974 che la Jong conosce uno straordinario successo planetario grazie al primo romanzo, Paura di volare: quasi quarant’anni prima delle “cinquanta sfumature” più note e lette in tutto il mondo, nel clou delle contestazioni del “sesso debole” contro l’oppressione maschile e delle rivolte studentesche contro la generazione dei padri-padroni, questo libro scardina i più tenaci pregiudizi sul desiderio femminile raccontando le gesta della giovane Isadora Wing, poetessa tormentata da fallimenti, paura, abbandono, ma decisa, nonostante ciò, a trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e brivido della scoperta. Dal quel momento in poi Erica Jong, nata a Mann nel 1942, cresciuta nella metropoli per eccellenza, New York, laureatasi al Bernard College nel 1963 e poi specializzatasi in letteratura inglese del diciottesimo secolo alla Columbia University, diventa la principale cronista dell’universo femminile contemporaneo: di conseguenza, grazie o nonostante i quattro matrimoni, viene annoverata tra le massime esperte dei rapporti di coppia e delle dinamiche uomo/donna, riversando nei suoi romanzi le proprie personali esperienze sentimentali e affettive. Nei romanzi che seguiranno, quali Come salvarsi la vita, del 1977, e Paracaduti e baci, del 1984, le vicende private della Jong diventano sempre più materiale narrativo: solo nel 1980, con Fanny, l’autrice torna a raccontare la pura passione sensuale riscrivendo le vicende di Fanny Hill, già narrate da John Cleland nel capolavoro della narrativa erotica del Settecento Fanny Hill. Tutte le opere successive, a partire dal saggio del 1981 Streghe, continuano nella minuziosa e attenta analisi del mondo femminile partendo da un punto di vista sempre autobiografico: ricordiamo, ad esempio, Il mio primo divorzio, del 1984; La ballata di ogni donna, del 1990; Inventare la memoria: romanzo di madri e figlie, del 1997. Per arrivare ad una biografia vera e propria occorrerà aspettare il 1996, con Sedurre il demonio: dalle prime prove nel mondo della letteratura alle vicende “di cuore”, la Jong racconta un’esistenza che, più di molte altre, ha assunto fin dalle prime battute i caratteri del romanzo.

I libri di Erica Jong



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