Frank P. Herbert: sulle sabbie di Arrakis

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Franklin Patrick Herbert Jr, più noto come Frank Herbert, è nato l’8 ottobre 1920 in una cittadina dello Stato di Washington, Tacoma. Ma a causa di una situazione familiare difficile, da ragazzo preferì trasferirsi da una zia a Salem, nell’Oregon. Qui completò gli studi e qui mentì sulla sua età per trovare il primo lavoro nella redazione del quotidiano “Glendale Star”, nel 1939. Prima di partire per il servizio militare durante la Seconda Guerra mondiale, svolto come fotografo, sposò Flora Parkinson a San Pedro, California ed ebbe da lei una figlia, Penny, ma la coppia divorziò poco dopo il congedo di Frank, nel 1945.




Fu ad un corso di scrittura creativa presso l’University of Washington che Herbert ‒ che nel frattempo aveva venduto un paio di racconti pulp a qualche rivista ‒ conobbe Beverly Ann Stuart, che già nel 1946 sarebbe diventata la sua seconda moglie, e gli avrebbe dato altri due figli (Brian Patrick e Bruce Calvin). Un trasferimento in California mise i coniugi in contatto con ambienti vicini alla psicanalisi, che fecero interessare lo scrittore e giornalista (lavorò a “Seattle Star”, “Oregon Statesman” e soprattutto “San Francisco Examiner’s California Living”) al lavoro di Freud, Jung, Jaspers e Heidegger e al Buddismo zen, religione che adotta con entusiasmo. È del 1952 il debutto di Frank Herbert come scrittore di Fantascienza, con un racconto pubblicato sulla rivista “Startling Stories”, ma è nel 1959 che il romanzo che cambierà la sua vita inizia a prendere forma.

Inviato a scrivere un articolo sulle dune di sabbia della località di Florence, nell’Oregon, si appassionò all’argomento e iniziò a fantasticare su un mondo di sabbie governato da un’ecologia estrema. L’articolo non vide mai la luce, ma in compenso l’idea che porterà alla pubblicazione di Dune era nata. Dopo qualche anno di ricerche e scrittura vedeva la luce il romanzo, che uscì sulla rivista “Analog” in due parti, per essere poi rifiutato da quasi venti editori prima di uscire per la Chilton Book Company, una casa editrice che si occupava principalmente di manuali per meccanici dilettanti.

Per Dune ‒ oltre che capolavoro di fiction, testo precursore del movimento ecologista ‒ è trionfo presso la critica: arrivano in rapida sequenza premio Nebula e premio Hugo ma le vendite non sono eccezionali (in tre anni lo scrittore guadagna circa 20.000 dollari di royalties, non pochissimo ma nemmeno tanto e soprattutto non abbastanza per smettere di fare un lavoro ‘normale’). Fino al 1972 Herbert svolge professioni diverse, da docente universitario a consulente in Paesi asiatici fino a direttore della Fotografia in uno show televisivo. Poi sceglie di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: la saga di Dune ha un discreto successo, e i suoi saggi di Ecologia gli garantiscono prestigio e visibilità.

Nel 1984, dopo una decennale lotta contro un cancro, muore sua moglie Beverly Ann. Nello stesso anno esce il controverso film di David Lynch, considerato da molti un capolavoro e da altri (tra i quali il regista) un disastro. Herbert non si gode granché del dibattito su questa riduzione cinematografica, perché nel 1986 viene operato di tumore al pancreas e muore subito dopo l’intervento per una massiccia embolia polmonare. Riposa in pace tra le sabbie di Arrakis.

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