John Cheever: lo straordinario nell’ordinario

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John Cheever ‒ che Elmore Leonard ebbe a definire “il Čechov delle periferie” ‒ è passato alla storia come cantore della middle class americana, capace soprattutto di trovare lo straordinario nell’ordinario, di rintracciare infinite malinconie ed emozioni struggenti nella quotidianità di famiglie e vite del tutto normali. È nato il 27 maggio 1912 a Quincy, in Massachusetts. Suo padre aveva un piccola fabbrica di scarpe che fallì durante la Grande Depressione, sua madre un negozietto di articoli da regalo. A diciassette anni John fu espulso dalla Thayer Academy per i suoi cattivi voti e perché sorpreso a fumare – un episodio che è al centro del suo primo racconto pubblicato, Espulso, uscito sul “The New Republic” nel 1930.




Un lungo viaggio in Europa cementò il rapporto tra John e suo fratello maggiore, Frederick. I due andarono a vivere da soli a Boston, e Frederick con il suo lavoro finanziava i tentativi di John di diventare uno scrittore professionista. Trasferitosi a New York, nel Greenwich Village, il giovane Cheever cominciò a frequentare l’ambiente letterario e nel 1934 avviò ‒ grazie al suo agente letterario, Maxim Lieber ‒ la sua collaborazione con la prestigiosa rivista “The New Yorker” pubblicando il primo di 119 racconti. Intorno al 1938, lavorò come editor per la WPA Guide to New York City, “mettendo in ordine le frasi scritte da bastardi incredibilmente idioti”. Molti dei suoi racconti giovanili sono stati raccolti nel volume Birra scura e cipolle dolci . Nel 1941, in licenza dal fronte della Seconda guerra mondiale, sposò Mary Winternitz, figlia di Milton Winternitz, preside della Yale Medical School, che gli diede in seguito tre figli. È del 1943 il primo libro pubblicato: ovviamente un’antologia di racconti, The Way Some People Live, che in seguitò rinnegò e della quale distrusse tutte le copie che riuscì a trovare. Una raccomandazione lo salva dal partecipare allo sbarco in Normandia.

Nel 1951 Cheever fu nominato Guggenheim Fellow e gli fu così garantita una rendita che gli permise di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. È del 1956 un lungo viaggio in Italia con moglie e figli, mentre nel 1957 lo scrittore si aggiudicò il prestigioso National Book Award con il primo romanzo pubblicato, Cronache della famiglia Wapshot. Il matrimonio di Cheever va sempre peggio: secondo lui è colpa della moglie Mary, che dipinge sempre come ostile e costantemente infuriata senza motivo. Nel 1966 si rivolge allo psichiatra David C. Hays, che chiede di parlare con entrambi i coniugi e dopo qualche seduta conclude che il problema dei Cheever è John, “un uomo nevrotico, narcisista, egocentrico, anaffettivo e così sprofondato nelle sue illusioni difensive da aver inventato una moglie maniaco-depressiva”. Tre anni dopo esce Bullet Park, che riceve una devastante stroncatura firmata da Benjamin DeMott sulla “New York Times Book Review”.

L’omnibus dei suoi racconti nel 1979 viene insignito del Premio Pulitzer per la fiction e del National Book Critics Circle Award. È un periodo di consacrazione artistica, ma purtroppo funestato da gravi problemi di salute. Nel 1975 Cheever viene ricoverato in un centro di riabilitazione: è alcolizzato da molti anni, ha tendenze suicide e nel 1973 ha avuto un grave edema polmonare. Durante il suo ricovero, scrive Falconer, abbastanza indicativamente un romanzo carcerario che parla anche delle sue dipendenze. Il libro tocca anche un altro aspetto abbastanza oscuro della vita privata di Cheever: la sua omosessualità (o bisessualità, le ipotesi sono diverse). Il protagonista affronta situazioni e si pone dubbi che verranno poi ritrovati quasi identici nei diari di Cheever. Il libro vende moltissimo.

Nell’estate 1981, viene scoperto nel polmone sinistro di Cheever un tumore che presto si diffonde a ossa e vescica. In quel periodo esce il suo ultimo libro, Sembra proprio di stare in paradiso. È breve e imperfetto, ma riceve critiche affettuose perché ormai è noto che l’autore sta morendo di cancro. Il 27 aprile 1982 fa la sua ultima apparizione pubblica, durante una commovente cerimonia di premiazione per la National Medal for Literature alla Carnegie Hall. Muore il 18 giugno 1982. È sepolto al First Parish Cemetery di Norwell, Massachusetts.

I LIBRI DI JOHN CHEEVER



 

 

 

 
 
 
 
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