Tutti i libri sulla Grande Guerra

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«La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. […] I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza»: con questo memorabile comunicato il generale Armando Diaz, comandante delle forze armate italiane, comunicava la vittoria e la fine della Grande Guerra. II 4 novembre 2018 - festa dell’unità nazionale e delle forze armate - è il centesimo anniversario dell’entrata in vigore del cosiddetto armistizio di Villa Giusti del 1918, col quale si fa coincidere convenzionalmente in Italia la fine della Prima guerra mondiale. L’accordo fu firmato a Padova il giorno prima, il 3 novembre 1918, da Impero austro-ungarico e Italia, che era alleata con la Triplice Intesa (il Regno Unito, la Francia e la Russia).




La Prima guerra mondiale è costata al popolo italiano circa 650.000 caduti e un milione di feriti. Fatalmente quindi ha impattato profondamente sull’immaginario collettivo del nostro Paese. Spiega lo storico Piero Purich: «La Prima guerra mondiale è stata e rimane uno dei miti fondativi dello stato-nazione, soprattutto nei paesi vincitori. Gli anni tra il 1914 e il 1918 sono stati avvolti da un’aura di sacralità che ancora oggi si può cogliere nei monumenti, nei cimiteri e nelle cerimonie che ricordano la Grande guerra. Per anni il conflitto è stato sottratto ad analisi obiettive ed è stato letto solo attraverso la lente deformante dell’eroismo, dell’onore, della patria, della propaganda bellica». A contribuire a liberare l’analisi della Prima guerra mondiale da ogni sovrastruttura ha contribuito non solo la moderna storiografia, ma anche la letteratura.

Probabilmente i due romanzi più celebri ambientati durante la Grande guerra sono Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque e Addio alle armi di Ernest Hemingway, ma in tempi recenti altri romanzieri hanno raccontato storie di trincea e di montagna: Stéphanie Hochet con il suo Un romanzo inglese, Vera Brittain con Generazione perduta e Anna Hope con I giorni sospesi.

E i romanzieri italiani? Si parte da Federico De Roberto (autore del memorabile I Viceré), che scrisse La paura e altri racconti fra il 1919 e il 1923, ma nell’elenco troviamo di tutto, da Lilli Gruber con Eredità ai Wu Ming con L’invisibile ovunque, da Gianni Biondillo con Come sugli alberi le foglie a Paolo Paci con Caporetto andata e ritorno, da Franco Arba con Dicono che domani ci sarà la guerra al cantautore Massimo Bubola con Ballata senza nome, per finire con Paolo Rumiz e il suo bizzarro Gulaschkanone ma soprattutto con lo struggente Come cavalli che dormono in piedi.

Filone importantissimo - se non il più importante - è quello della memorialistica. Grandi polemiche suscitò alla sua pubblicazione l’iconoclasta Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu e, per motivi del tutto diversi, Nelle tempeste d’acciaio di Ernst Jünger. Illuminanti e poco conosciute le lettere di Edith Wharton e Nellie Bly, pubblicate in volume con il titolo Da fronti opposti. Vibrante come fosse scritto ieri e ambientato su fronti meno glamour e frequentati è il reportage La guerra nell’Europa orientale del mitico John Reed.

Ma per capire davvero l’immane tragedia della Prima guerra mondiale non possiamo fare a meno dei saggi storici. Ce ne sono in libreria di davvero stupendi: da La guerra dei nostri anni (uscito in versione accresciuta nel 2018) di Aldo Cazzullo a La rabbia dei vinti di Robert Gerwarth, da La Grande guerra di classe di Jacques R. Pauwels a La Grande guerra in Italia di Marco Gasparini e Claudio Razeto. Interessante I dimenticati della Grande guerra di Quinto Antonelli, sul Trentino e la Prima guerra mondiale, indispensabile il Dizionario della Grande guerra firmato Gustavo Corni ed Enzo Fimiani. Approfondimento sulla peggiore disfatta subita dall’esercito italiano con Caporetto di Alfio Caruso e Dossier Caporetto di Mirko Molteni.

Da segnalare perché assolutamente originali e/o innovativi il volume fotografico di Stefano Torrione e Marco Gramola Grande guerra bianca, le poesie di Giulio Camber raccolte in La Buffa, la graphic novel Guerra bianca di Robbie Morrison e Charlie Adlard, il saggio divulgativo di Marnie Campagnaro La Grande guerra raccontata ai ragazzi e Il cinema della Grande guerra di Nicola Bultrini e Antonio Tentori.



 

 

 

 
 
 
 
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