Storia del nuovo cognome, si parte su Rai Uno

Una data. 10 febbraio 2020. Una serie televisiva. L’amica geniale 2 - Storia del nuovo cognome, che parte in prima serata su Rai Uno. Due parole. Sei sillabe. Un nome e un cognome. Oltre che una garanzia. Elena Ferrante. È da qualche decennio a questa parte il nome d’arte per antonomasia, l’identità nascosta che tutti desiderano svelare e per tentare di farlo si è seguito persino il percorso dei bonifici bancari, con un’abnegazione che sarebbe stata assai più degna di miglior causa, come per esempio la tracciabilità di proventi illeciti o criminali. Non certo di diritti d’autore di libri che, con pieno merito, si trovano ormai dappertutto, finanche nei supermercati e negli aeroporti, e non solo nostrani (esempio lampante è il Ferrante corner in tutte le migliori librerie a stelle e strisce, o la colonna di volumi che si staglia monumentale nel terminal di Oslo). E di identità parlano i suoi romanzi, che in maniera classica ma al tempo stesso originale, dicendo le parole che ognuno vorrebbe saper dire, potenti e precise, indagano l’amicizia, la rivalità, la differenza di classe, la frustrazione, il riscatto, l’ambizione, il femminile, in tutta la sua molteplicità. Un rione campano, il quartiere Luzzati nella Napoli che si è liberata da sola dai nazifascisti e brama rinascita dopo la seconda guerra mondiale, più vivo che mai, un microcosmo sensazionale, pluristratificato, immediato, riconoscibile, credibile, che stimola subito empatia, genera immedesimazione, secerne partecipazione è quello da cui prendono le mosse, mentre le vicende della vita le portano altrove, le protagoniste della saga, Lila e Lenù, l’una appassionata e ribelle, l’altra timida e delicata, due facce della stessa medaglia: non ha certo scritto solo la tetralogia de L’amica geniale, le Piccole donne (non a caso il libro della Alcott è più volte citato e omaggiato nell’opera, e d’altro canto la regista dell’ultima versione filmica del classico americano, Greta Gerwig, parla di Elena Ferrante, che ha tra le sue fan anche, come ricorda un documentario a lei dedicato, il Premio Pulitzer Elizabeth Strout, con toni entusiastici) del nostro tempo, ma è a questo perfetto affresco di sentimenti e vita che Elena Ferrante deve la sua celebrità planetaria. Che ha fatto arrivare con successo le sue eroine, talmente connotate nel particolare da essere universali, finanche sul grande – con uscite evento ben calibrate: e non dimentichiamo il passaggio alla mostra d’arte cinematografica di Venezia – e sul piccolo schermo: Saverio Costanzo, insieme in quest’occasione anche ad Alice Rohrwacher, sorella della di lui compagna Alba, comunque coinvolta nel progetto, dirige con mano sicura una serie lirica, appassionante, potente, ben scritta, ben confezionata, ben interpretata, realizzata con notevole ed evidente spiegamento di forze da Wildside, TIMVision, Fandango, Umedia e soprattutto RAI e HBO. Su Rai Uno torna dunque, sempre nella forma di otto episodi da cinquanta minuti cadauno, L'amica geniale 2 - Storia del nuovo cognome, con Margherita Mazzucco, Gaia Girace, Clotilde Sabatino e tanti altri.



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