Un caffè con… Ornella Faranda e Silvia Morandi

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Ornella Faranda e Silvia Morandi sono due delle creatrici di Ellybee, una start up italiana che ha sviluppato un metodo per l’insegnamento della lingua inglese ai bambini grazie all’interazione del libro cartaceo con la realtà aumentata. Ornella ha lavorato a Londra per dieci anni nelle Local Authorities di Greenwich e Westminster, occupandosi prima di minori non accompagnati che richiedevano rifugio politico, poi di abuso di minori, affido e affidamento. Al suo rientro in Italia ha iniziato a lavorare come insegnante di Business English Aziendale, per poi sviluppare un suo business di nicchia di insegnamento di lingua inglese per bambini. Silvia è psicologa, psicoterapeuta e titolare della Polaris Preschool, nota scuola bilingue di Milano. Da anni dirige e coordina tutte le attività educative all’interno della sua struttura. Sono entrambe mamme di tre bambini.




Come descrivereste in poche frasi l’idea di creare Ellybee, un’app per l’insegnamento della lingua inglese ai bambini?
Ellybee nasce con l’intento di rendere l’apprendimento della lingua inglese accessibile a tutti, sempre, dovunque e in maniera divertente. Il metodo utilizzato riesce ad abbattere le barriere linguistiche grazie all’aiuto dell’insegnante virtuale Elly (l’ape App), dell’audiobook, dei giochi educativi interattivi e dei libri tematici che reiterano i contenuti di ogni singolo libro.

Come è cambiato, secondo voi, il mondo dell’educazione nell’era digitale?
Gli studenti attualmente a scuola sono indubbiamente la generazione più “immersa” nelle tecnologie digitali sino ad oggi e non possono essere lasciati soli nella gestione dei profondi cambiamenti offerti dalle tecnologie di informazione e comunicazione. Occorre quindi che la scuola aiuti ad accompagnare la complessità del cambiamento, piuttosto che marginalizzarne alcuni aspetti come semplici “rischi”. La scuola può infatti aiutare gli studenti, e con essi i genitori, a costruire strategie positive per affrontare una disponibilità di tecnologie, di informazione e comunicazione senza precedenti. Ellybee è un primo passo verso questo cambiamento perché è riuscita ad introdurre un tocco di innovazione pur mantenendo vivo l’interesse per il libro cartaceo.

Qual è la vostra idea sull’editoria per bambini e ragazzi?
Ferma restando l’importanza dei libri cartacei, nei quali crediamo profondamente, siamo convinte che i ragazzi d’oggigiorno, essendo nativi digitali, abbiano bisogno di migliorare l’esperienza editoriale avvicinandola maggiormente al loro mondo interattivo.

Qual è il libro che ha segnato la vostra infanzia/adolescenza?
Ornella: Il giornalino di Gian Burrasca: da piccola, mi faceva molto ridere, un po’ perché ero monella e mi identificavo in Gian Burrasca, ma forse perché il suo diario divenne un po’ la protesta e la rivolta contro il mondo conformista e soffocante dei “grandi”. Quando ero piccola mi sentivo soffocare dal conformismo che mi circondava e mi impediva di esprimere le mie idee e per questo avevo anch’io iniziato a scrivere un mio diario prendendo spunto da Gian Burrasca.
Silvia: Viaggio al centro della Terra: un libro letto e riletto più volte da piccola, e che continuo a leggere oggi ai miei figli. Un’avventura assolutamente fantastica dove tutto è possibile, anche ritrovarsi al centro della terra! Inoltre, in adolescenza il mio spirito si è rivelato un po’ inquieto, ho amato i libri come Il giovane Holden e Uomini e topi, ma credo che Orgoglio e pregiudizio mi abbia particolarmente appassionata, probabilmente per la forza della sua protagonista. È stato anche il periodo in cui ho iniziato a scoprire l’amore e tutto ciò a esso collegato come delusioni, sofferenze ma anche tanta felicità e la forza che può derivarne.

Se poteste vivere la vita di un personaggio letterario, quale scegliereste?
Assolutamente Elizabeth Bennet di Orgoglio e pregiudizio. Lizzy mi è piaciuta sin da subito. Non le manca proprio niente, la bellezza, l’ironia, un carattere forte e l’intelligenza. Elizabeth si è dovuta fare strada in un periodo in cui le donne, per emergere, dovevano sposarsi e dovevano mostrarsi superficiali e remissive. Lei non si è mai piegata a questi tristi compromessi, rispettando con orgoglio la sua forte identità. Lizzy appariva spigliata, ironica ma allo stesso tempo molto sensibile e premurosa.



 

 

 
 
 
 
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