Un caffè con... Antonietta Benedetti

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Nata nel 1980 in un paesino sperduto al confine con l’allora Jugoslavia, Antonietta si appassiona alla letteratura e alla lettura fin dai primi anni di scuola. Inizia la sua carriera come insegnante ed educatrice fino ad approdare nel 2006 nel mondo editoriale curando e gestendo la redazione di un mensile pubblicato in Friuli. Nel 2009 decide di aprire la sua casa editrice, BiancaeVolta, indirizzando l’azione editoriale verso la narrativa sociale, continua nel frattempo ad insegnare e ad operare con varie associazioni e comitati alla costruzione di ponti tra culture, alla denuncia di crimini e ingiustizie e alla solidarietà.




Qual è il libro che avresti pagato qualsiasi cifra per far uscire per BiancaeVolta?
Avrei pagato qualunque cifra per poter ottenere i diritti di due testi per i quali ero in trattativa e che alla fine sono stato acquisiti da altre case editrici. Io li vedevo già nel mio catalogo e la sconfitta è stata cocente. Si trattava di due reportage: uno sui bambini soldati in Congo, il secondo sul genocidio di Srebrenica.

Come definiresti il progetto BiancaeVolta in una sola breve frase?
È un progetto ambizioso, attraverso la letteratura vuole varcare i confini non solo politici ma anche umani, alla ricerca di quel briciolo di sensibilità latente che ci avvicina ai drammi umani del nostro secolo. Un progetto di narrativa sociale che riesce a spaziare dall’attualità italiana al medio oriente.

I 3 difetti e le 3 qualità che un manoscritto deve rispettivamente avere e non avere per farti venir voglia di pubblicarlo o fartela passare?
Parlando di testi che rientrano nella linea editoriale, il difetto che mette in serio rischio la pubblicazione è la scorrettezza grammaticale che però, con un buon lavoro, si può superare. Ciò che pregiudica la pubblicazione è la mancanza di coerenza nell’intero testo e l’assenza di descrizioni e immagini suggestive che possano attirare la fantasia del lettore. Cercando tra i pregi vince su tutto l’attendibilità di ciò che si racconta, trattando di argomenti sociali attuali, molta cura la mettiamo nella verifica delle fonti e dell’attendibilità di quanto raccontato. Non meno importanti sono la brillantezza e l’efficacia narrativa, la capacità dell’autore di raccontare e raccontarcela. Infine la proprietà di linguaggio ha il suo peso.

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Ogni donna della mia generazione non credo abbia un riferimento diverso se non Elizabeth Bennet.

Hai la bacchetta magica per un giorno: cosa fai per l’editoria italiana?
Diffondo il germe della dipendenza dalla buona letteratura in tutti gli italiani. 60 milioni di buoni lettori con una buona capacità di scelta è il sogno di tutti gli editori di qualità che non chiedono contributi agli autori. Ci sono Stati che lo fanno, senza bacchetta magica, con campagne mirate ed efficaci che sostengono la lettura. In Italia attendiamo, per il momento un sentito grazie a chi lo fa come volontariato.



 

 

 

 
 
 
 
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