Un caffè con... Daniela “Odri” Mazza

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Daniela Mazza detta Odri, la ragazza “dai capelli rosa”, si occupa gioiosamente dell’ufficio stampa BAO Publishing dal 2014. Prima di mettere le radici a Milano ha vissuto a Roma, dove si è laureata in Comunicazione e ha frequentato la Scuola Intenazionale di Comics. Il primo incontro con il mondo dell’editoria arriva nel 2011, quando diventa addetto stampa Tunué, il tutto mentre vive una bella esperienza come blogger del sito indipendente, ormai diventato un piccolo cult, “Conversazioni sul fumetto”, e collabora con alcune web agency come Ninjamarketing, scrivendo e illustrando. Una piccola parentesi della sua vita la porta a lavorare a teatro, come ufficio stampa del musical Cinque allegri ragazzi morti, ispirato all’opera di Davide Toffolo. Poi di nuovo i fumetti. Nel tempo libero la trovate su: http://citofonareodri.blogspot.it. La foto è di Emiliano Billai.




Qual è il peggiore errore che un addetto stampa può fare durante il lancio di un libro?
Secondo me ci sono vari tipi di errori. Gli errori “tecnici”, come sbagliare la data di un lancio o non stare nei tempi utili per le differenti testate con cui si collabora e gli errori “sostanziali”, come non studiare bene i contenuti del libro e la biografia dell’autore, azioni indispensabili per capire cosa raccontare dell’opera e soprattutto quali sono gli interlocutori potenzialmente interessati. L’errore peggiore però è non stilare un piano per ogni singola uscita, visualizzando uno scenario della possibile campagna. Se non si hanno dei punti di riferimento non si possono monitorare al meglio i risultati in corso e, nel caso, “aggiustare” il tiro.

La vita di un addetto stampa è rosa come i tuoi capelli? O è un colore apotropaico?
Eh! Eh! :-) Credo che la vita di un addetto stampa sia multicolore, come le mille persone con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Le pubbliche relazioni sono qualcosa di incredibile, possono essere estremamente facili come estremamente difficili… il tutto dipende dall’elemento umano, più che altro! Ho scelto di tingere i capelli di rosa nel momento in cui mi sono trasferita a Milano, che non conoscevo affatto, e che lo stereotipo vuole come un posto piuttosto “grigio”. Ecco, in questo senso allora sì, è un colore apotropaico (e funziona alla grande!).

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Mi piacciono i ribelli, i rivoluzionari, gli ironici, ma dal cuore d’oro. Facciamo Robin Hood?

3 qualità irrinunciabili che un buon addetto stampa non può non avere?
Pazienza, competenza, gentilezza. In ordine sparso. Se poi hai la fortuna di avere anche un minimo di empatia, le cose andranno ancora meglio.

Lo scrittore/fumettista più simpatico con cui hai lavorato?
Ti dico “la” più simpatica! Credo di non far torto a nessuno citando una delle più sorridenti autrici con cui ho lavorato, la scrittrice Teresa Radice. Teresa è un vero vulcano, ti carica di energia. Ogni volta che la vedo o le parlo porta con sé una valanga di ottimismo che mi fa stare bene per giorni! La adoro, la stimo tantissimo professionalmente e ammiro molto il magico equilibrio che ha trovato tra lavoro e famiglia. In questo periodo stiamo lavorando insieme per la promozione dell’Artist Edition de “Il porto proibito”, graphic novel molto amato da pubblico e critica che ha realizzato come sempre con il suo compagno d’arte e di vita Stefano Turconi.

Lo scrittore/fumettista con cui ti piacerebbe lavorare più di tutti?
Devo dire che lavorare in BAO Publishing in questi due anni mi ha permesso di realizzare tantissimi desideri. Ho collaborato con quasi tutti gli autori di cui ero un’appassionata lettrice, ed è stato molto emozionante. Sta per uscire, ad esempio, un grande libro di Maicol&Mirco, che adoro da sempre. Ho lavorato anche con persone incredibili che venivano da mondi differenti dal nostro, come il cinema (conoscendo un mito come Ettore Scola) o la musica (come la bellissima esperienza con Colapesce che ha lavorato con Alessandro Baronciani). L’anno prossimo poi uscirà il libro di Roberto Saviano e Asaf Hanuka. Però, più di tutto, mi piacerebbe lavorare sempre di più con grandi autrici, con tante, belle, forti, voci femminili.



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