Un caffè con... Federica Aceto

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Federica Aceto traduce per l’editoria dal 2004. Tra gli autori da lei tradotti: Don DeLillo,Martin Amis, Ali Smith, Stanley Elikin e Lucia Berlin. Dopo la laurea ha vissuto diversi anni a Dublino. Vive a Roma dove oltre a tradurre è insegnante d’inglese nella scuola pubblica. Da otto anni insegna nella scuola media del carcere di Rebibbia.




Le 3 cose che un buon traduttore non deve fare mai?
Credere che ci siano delle regole fisse valide per qualunque libro e qualunque autore; cedere alla tendenza di rendere più “scorrevole” e più “pulito” il testo d’arrivo rispetto a quello di partenza; cercare conferme del proprio valore negli errori dei colleghi.

Il libro che ti sei più divertita a tradurre?
Divertita nel senso che ho riso di cuore in fase di traduzione e di rilettura, quasi tutti i libri di Martin Amis, anche se con lui ho un rapporto di amore e odio, quando lo traduco mi diverto e allo steso tempo soffro tantissimo. Invece i due libri che ho amato di più in assoluto sono Magic Kingdom di Stanley Elkin e La donna che scriveva racconti di Lucia Berlin.

Il libro che è stato più difficile tradurre?
I libri che non ho amato.

Quali sono gli strumenti che un lettore non poliglotta ha per giudicare la qualità della traduzione di un libro?
Nessuno di preciso, se non il gusto personale e il bagaglio delle proprie conoscenze. Più leggi, più la tua esperienza di lettore cresce, più strumenti hai per farti un’idea sulla qualità di una traduzione. Lo stesso discorso si può fare per la musica: non devi per forza saper suonare uno strumento per poter esprimere il tuo parere di appassionato. Diverso il discorso per gli addetti ai lavori che invece hanno il dovere di muovere critiche (positive o negative che siano) basandosi su dati più oggettivi: quando possibile il confronto con parti dell’originale, attenzione alla coerenza interna al testo, equilibrio nell’economia di alcune scelte lessicali e stilistiche, eccetera.

Se tu non fossi un traduttore, quale mestiere della filiera del libro ti piacerebbe fare?
La redattrice o la correttrice di bozze. Mi piace la parte della cura e della rifinitura del testo che ha già preso forma, mi piace la revisione, la rilettura anche un po’ maniacale.

Stasera devi andare a cena con un personaggio letterario. Con chi vai e dove lo/la porti a cena?
Porto Leopold Bloom in un ristorante fast-food su via Tiburtina. Ce lo vedo. Secondo me gli piacerà.



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