Un caffè con... Francesca Comandini

Articolo di: 

Francesca Comandini lavora nell’editoria dal 2002. Ha cominciato collaborando con la Fondazione Bellonci e il premio Strega; è stata ufficio stampa per Fandango Editore dal 2009 al 2014, per poi collaborare con l'ufficio stampa Fosforo. Da un anno lavora come ufficio stampa indipendente dedicato ad autori e collabora con diverse case editrici italiane. La foto è di Pietro Coccia.




Qual è il peggiore errore che un addetto stampa può fare durante il lancio di un libro?
Oltre a sbagliare la tempistica, ovvero i tempi di uscita di recensioni o interviste rispetto all’uscita del libro in libreria, credo che un errore possa essere non comprendere appieno le potenzialità di un libro, perché ci si preclude la possibilità di tentare tutte le strade per farlo conoscere al più vasto pubblico possibile.

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Sceglierei di vivere più che la vita quel preciso momento di vita vissuto dalla ragazzina protagonista del libro di Marguerite Duras L’amante. È un libro che ho letto quando avevo diciotto anni e non lo dimenticherò più. La Duras è la mia scrittrice prediletta, essere per un momento quell’adolescente con le sue prime scarpe col tacco, col cappello da uomo con la tesa piatta, rosa, su un traghetto sul Mekong, negli anni Trenta, pronta alla vita, ecco, sarebbe emozionante (magari senza il caldo e l’afa che vengono descritti come tremendi!).

3 qualità irrinunciabili che un buon addetto stampa non può non avere?
Sicuramente tra le doti più importanti che un ufficio stampa deve avere direi la pazienza e la capacità di ascolto: nei confronti degli scrittori, dei colleghi con cui si collabora, dei giornalisti. Altra qualità imprescindibile l’entusiasmo, soprattutto quando ci sono le giornate “no”. Infine, ma non ultima, la preparazione culturale: in questo lavoro (e prima ancora nella vita, ma dico una cosa banale, lo so) non bisogna mai fermarsi ma continuamente arricchirsi e imparare per riuscire a muoversi al meglio in ogni campo culturale. Ne aggiungo una quarta, anche qui estensibile alla vita e per me al primo posto: la gentilezza.

Lo scrittore più simpatico con cui hai lavorato?
Ho avuto la fortuna di lavorare insieme a Fosforo al libro di Tomas Milian Monnezza amore mio pubblicato in Italia da Rizzoli e devo dire che è stata un’esperienza indimenticabile: trascorrere qualche giorno al suo fianco è stato davvero importante per me, Milian è una persona incredibile e molto divertente.

Lo scrittore con cui ti piacerebbe lavorare più di tutti?
Ce ne sarebbero diversi. Pensando agli scrittori stranieri che più amo, sarebbe fantastico lavorare con Paul Auster o Stephen King, miei miti viventi. Se penso agli italiani, sperando che nessuno si offenda, sono fortunata e ci lavoro già: Sandrone Dazieri.




Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER