Un caffè con... Marina Morpurgo

Articolo di: 

Marina Morpurgo è una ex giornalista, traduttrice dall’inglese, autrice di libri per ragazzi e adulti. Ultimo libro pubblicato: È solo un cane (dicono), Astoria.



Le 3 cose che un buon traduttore non deve fare mai?
1) Lesinare sull’uso del vocabolario.
2) Essere troppo rigido.
3) Ignorare il ritmo della prosa.

Il libro che ti sei più divertita a tradurre?
Direi L’ineffabile Antrobus di Lawrence Durrell, che mi ha fatto ridere fino alle lacrime.

Il libro che è stato più difficile tradurre?
Il più difficile? Non saprei. Non è stato facile tradurre Keyla la Rossa di Isaac Bashevis Singer perché il testo inglese era incompiuto, pieno di buchi e non ancora corretto. Non è stato facile tradurre I segreti di Sible Pelden di Stella Gibbons, perché ogni tanto – per fortuna raramente – compariva un personaggio che parlava in rhyming slang, una forma di dialetto in rima in grado di gettare nel panico anche il traduttore più calmo.

Quali sono gli strumenti che un lettore non poliglotta ha per giudicare la qualità della traduzione di un libro?
Direi che per giudicare se una traduzione è buona il lettore non poliglotta ha un’arma: la traduzione “sa” di traduzione, o il libro sembra scritto direttamente nella lingua di arrivo? Se il libro sembra scritto nella lingua di arrivo, a mio parere la traduzione è buona.

Se tu non fossi un traduttore, quale mestiere della filiera del libro ti piacerebbe fare?
Non sono solo traduttrice, ma ho assaggiato un po’ tutta la filiera: ho fatto da editor, ho scritto libri miei, ho valutato testi. Sono tutti lavori che mi piacciono, ma non ne farei nessuno in modo esclusivo.

Stasera devi andare a cena con un personaggio letterario. Con chi vai e dove lo/la porti a cena?
Vado a cena con il commissario Harry Hole e gli cucino io un timballo alla siciliana.



 

 

 

 
 
 
 
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