Un caffè con... Riccardo Barbagallo

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Ufficio Stampa presso De Agostini Libri e fondatore de Gli Amanti dei Libri, ha lavorato come addetto stampa di Metropoli d’Asia, Milieu Edizioni e Adriano Salani Editore e come Web Content & Social Media Manager presso Arnoldo Mondadori Editore, Sperling & Kupfer e Edizioni Piemme. Gli piace comunicare e interagire con le persone, online e offline. Gli piacciono le storie e le emozioni che la lettura innesca. Tutto questo è il suo maggior divertimento. E anche il suo lavoro.




Qual è il peggiore errore che un addetto stampa può fare durante il lancio di un libro?
Essere disonesto. L’ufficio stampa è il ponte che collega la casa editrice al mondo esterno tramite giornalisti e blogger. Deve avere l’abilità di capire al meglio ciò che deve promuovere ed entrarci in sintonia ‒ anche se a volte può non essere facilissimo, lo ammetto ‒, deve essere consapevole dei pregi e dei difetti del libro e deve cercare di far emergere le cose migliori che esso può offrire, individuando di conseguenza le persone più adatte con cui relazionarsi per quel lancio. Ai suoi interlocutori non può mentire: è facile, ma sul lungo periodo non paga. Non tutti i libri sono capolavori, ma ho imparato che ogni libro ha almeno un lato positivo, una ragione per essere letto. Poi può piacere o non piacere, chiaro, ma ogni lavoro ha una sua dignità e il nostro ruolo è far emergere le sue potenzialità.

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Questa domanda è molto difficile. Alla fine di ogni libro che apprezzo molto mi dico “Vorrei avere il carattere di X” o “Vorrei essere spavaldo come Y” o “Vorrei avere la follia di Z”, ma in realtà forse ricerchiamo un po’ un modello ideale e in ogni lettura può emergere una caratteristica di quel modello che ci fa dire questo. Trovare un nome per quel modello? Non ce l’ho ancora. Ma chissà, magari significa che devo ancora trovarlo in qualche lettura!

3 qualità irrinunciabili che un buon addetto stampa non può non avere?
Secondo me un buon addetto stampa deve essere in primis curioso, non ci si può “accomodare”, bisogna essere ricettivi e pronti ad aggiornarsi in continuazione. Una seconda caratteristica è sicuramente l’onestà con i giornalisti, che è la base della costruzione di rapporti professionali solidi e duraturi. Come ultima direi la tenacia, non ci si può arrendere, mai. Bisogna crederci ed essere pronti a faticare per raggiungere l’obiettivo.

Lo scrittore più simpatico con cui hai lavorato?
Sembrerà una risposta facile, ma giuro che non lo è. Ho conosciuto tanti scrittori in gamba e anche qualcuno davvero antipatico e mi è capitato di fare il countdown perché il tour finisse presto, ma devo dire che sono pochi i secondi per fortuna. L’autore che forse più di tutti mi fa divertire è Marco Bocci, uscito con il suo primo romanzo A Tor Bella Monaca non piove mai con Bookme lo scorso gennaio. Marco è simpaticissimo e completamente folle, in senso buono chiaramente.

Lo scrittore con cui ti piacerebbe lavorare più di tutti?
Ce ne sono davvero tantissimi. Ma se devo scegliere dico: Alessia Gazzola.



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