Il distributore di volantini

Cuneo. Federico detto Ricu è uno studente universitario timido e solitario che vive con la nonna in una villetta di periferia, a poca distanza dal Santuario degi Angeli. Una nebbiosa sera di dicembre tornando a casa Ricu incrocia un misterioso personaggio, un uomo con gli occhiali dalle lenti spesse come fondi di bicchiere avvolto in un mantello nero che distribuisce volantini rossi illuminato solo da un lumino da cimitero. Il volantino consegnato a Ricu porta la scritta: "Diffida dalle donne Diffida dalle ragazze che all'improvviso appaiono Come cadute dal cielo". Ricu non dà peso all'insolito episodio, e continua il suo tran tran di studio e serate passate a giocare a carte o davanti alla tv con la nonna. Ma quando l'anziana donna viene a sapere del volantino sembra stranamente turbata, e mette in guardia il nipote dal bizzarro omino. La sera seguente, Ricu si imbatte in una splendida ragazza di nome Angelina che sembra sperduta nella nebbia e nella neve, e la invita a casa, stregato dai suoi occhi grigi. Solo un caso? O l'avvertimento del distributore di volantini potrebbe avere un senso?
Entità soprannaturali, anime inquiete che vagano tra Aldiqua e Aldilà, misteriosi messaggeri, donne vite e amori fatte della stessa sostanza dei sogni, ma anche focolari catodici-domestici, odore di minestrone (simbolicamente parlando, s'intende), tovaglie a quadretti, adolescenti imbranati stella de nonna, occhiali da vista per misurar le gocce: il racconto di Cometto, pubblicato in proprio su uno smilzo volumetto, ribadisce i temi e o stile già visti nel potente Il costruttore di biciclette senza aggiungere nulla alla già gustosa ricetta. Da una parte, una spiazzante ma fascinosa dicotomia tra quotidiano e incredibile, con il Male che è come una muffa nera tra le crepe di un muro di campagna; dall'altra, una narrazione piana, essenziale, artatamente semplice nella parola e nei tempi. La new wave del fantastico italiano (che poi tanto new non è, perché parte - come minimo - da Buzzati e si abbevera alla fonte del folklore e del noir ante litteram del XIX secolo), si sa, ha il suo punto di forza nella capacità di avvicinare normale e soprannaturale, tradizione e modernità legandoli in modo inestricabile. Quanto a Maurizio Cometto, i tempi sono maturi per un salto di qualità: scriva un romanzo di quelli tosti, e che siano poi in caso le case editrici ad assumersi la responsabilità di non scommettere su un simile talento.

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