Artemis Fowl – Il morbo di Atlantide

Artemis Fowl – Il morbo di Atlantide

Islanda. È il giorno del quindicesimo compleanno di Artemis Fowl e il ragazzo ha deciso di organizzare una riunione segreta, talmente segreta che ha fatto in modo di non avere al suo fianco nemmeno Leale, l’impavida guardia del corpo. È un periodo strano per lui, i pensieri non sono lucidi come al solito e il numero cinque lo ossessiona al punto da credere che gli porti sfortuna qualora non compaia. In fondo ora ha 15 anni, è alto 155 centimetri e pesa 55 chili, è praticamente tutto perfetto. Gli ospiti arrivano al ristorante che ha prenotato per l’occasione: Spinella Tappo, Raine Vynyàna, Polledro. Riuscirà a spiegare il suo progetto così da conquistare la loro fiducia e il loro appoggio? Gli amici notano subito che qualcosa non va. Polledro dichiara perfino che Artemis ha l’aria sconfitta. Inaccettabile. Spinella osserva i gesti del ragazzo, si accorge che ha un modo diverso di parlare e un’idea le balza in mente; la psicosi che colpisce chi commette reati e scatena sensi di colpa e ossessioni. Il morbo di Atlantide. Possibile che il ragazzo ne sia affetto? Anche Polledro ha lo stesso sospetto e le invia un messaggio, ma prima che possano affrontare il discorso con Artemis, intercettano l’arrivo di qualcosa di inaspettato dal cielo. Il giovane Fowl è in crisi, teme che si tratti di una trappola ordita dai membri del Popolo nei suoi confronti e non si fida più di loro, ora li percepisce come una minaccia. È convinto che Spinella non lo abbia mai realmente perdonato per ciò che le ha fatto...

Eoin Colfer ha deciso di buttare nella pignatta delle avventure di Artemis Fowl un bel po’ di ingredienti. Così, prendendo spunto dallo scioglimento dei ghiacci e dai cambiamenti climatici che negli ultimi anni hanno fatto breccia nel cuore dei giovani, ecco svilupparsi il piano di salvataggio più tecnologico di tutti i tempi: quello del pianeta terra, grazie alla nano tecnologia e alla magia del Popolo. A questo incipit pieno di etica ambientalista e buoni sentimenti vengono via via aggiunti: un virus dalle incredibili implicazioni, un esilarante sdoppiamento di personalità, una scaltra evasione da un carcere segreto, un pizzico di mitologia (Colfer va a stanare l’antagonismo tra Artemide e Orione) e l’immancabile vendetta, che è un po’ il filo conduttore di tutti i romanzi. Questa volta trova più spazio anche la vivace Juliet (la Principessa di Giada), sorella di Leale, un tipino tutto pepe che mette a dura prova la monolitica flemma della guardia del corpo. L’evoluzione di Artemis procede, la maturità si fa strada nel suo spirito determinando il necessario cambiamento che i lettori hanno percepito di libro in libro, inoltre il ragazzo è sempre più spesso in difficoltà e riesce a uscire dai pasticci solo grazie all’aiuto degli amici umani e fatati. Alle avventure del giovane Fowl ha dedicato i suoi scatti fotografici l’estroso Danny Mainzer, fotografo creativo dei set Lego, appassionato di libri e cinema, che nel 2015 ha realizzato una serie di scatti attingendo a vari pezzi per ricreare alcune scene dei libri. Purtroppo non è mai stato realizzato e commercializzato un set ufficiale, al contrario di quanto di solito accade con prodotti che attirano l’interesse di un vasto pubblico (Harry Potter, Star Wars, Stranger Things, per citarne alcuni). E nonostante numerose iniziative, raccolte di voti online e progetti presentati dagli stessi fan, Artemis è ancora sprovvisto del suo set personale. Chissà che dopo il film qualcosa cambi con lo sviluppo ulteriore del merchandising.



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