Mi ricordo Anna Frank

Mi ricordo Anna Frank

In una calda mattina estiva del 1942 Hannah si dirige a casa dell’amica Anna: le due tredicenni si conoscono dal 1933, quando entrambe le loro famiglie, i Goslar e i Frank, sono arrivate ad Amsterdam dalla Germania. Giunta a casa di Anna, Hannah scopre che non c’è più nessuno: qualcuno l’avverte che probabilmente i Frank sono scappati in Svizzera portando pochi beni, tra cui il diario con la copertina rossa a cui Anna è molto legata. Passano i mesi e il potere nazista sulla città è sempre più spietato: Hannah vive nel terrore di essere deportata come gli altri ebrei, come Alfred, il suo fidanzatino, come i compagni di scuola e l’amica Ilse. L’unico sollievo è occuparsi della sorellina Gabi finché la famiglia, compresi i nonni, viene deportata nel campo di transito di Westerbork. Dopo un anno, i Goslar vengono spostati nel campo di scambio di Bergen-Belsen, dove Hannah, assegnata ad una zona “privilegiata” del campo, ritrova l’amica di infanzia Anna insieme alla sorella Margot. La gioia di ritrovarsi è enorme, le due amiche si raccontano e Hannah scopre che in realtà i Frank non sono mai scappati in Svizzera, ma sono rimasti due anni nascosti nel magazzino della ditta di Otto Frank. Ma le condizioni delle due sorelle Frank, che vivono in una zona del campo piagata dal tifo, sono pessime e Hannah fa di tutto per aiutarle con i pochi mezzi di cui dispone finché perde le loro tracce. Dopo diversi mesi a Bergen-Belsen, tutti i prigionieri, Hannah e Gabi comprese, rimaste sole dopo la morte della nonna e del padre, vengono evacuati, ma finalmente la guerra è finita. Tornata ad Amsterdam, gravemente malata, Hannah riceve la visita in ospedale di Otto, il padre di Anna, che le racconta cos’è accaduto alla famiglia…

Alison Leslie Gold, scrittrice americana, racconta la storia di Hannah Elizabeth Goslar, sopravvissuta al campo di concentramento di Bergen-Belsen e amica di Anna Frank. Hannah, citata spesso nel Diario di Anna Frank come Hanneli o Lies, espone la drammatica vicenda vissuta dalla propria famiglia dal 1942 in poi, fino alla Liberazione nel 1945. È una storia di sofferenze, di perdite, di coraggio e soprattutto di amore: è infatti la forza dell’amore che Hannah prova per la sorellina Gabi a tenerla in vita nei lunghi mesi di prigionia nel campo di Westerbork e poi in quello di Bergen-Belsen, anche quando la morte del nonno, del padre e della nonna le tolgono ogni speranza. Il romanzo a tratti è una prosecuzione del famoso Diario di Anna Frank, scritto dalla giovane ragazza durante i venticinque mesi che la famiglia Frank trascorse nascosta nei magazzini della ditta di Otto Frank; il Diario infatti termina qualche giorno prima dell’arresto della famiglia da parte dei nazisti, ma la storia purtroppo è andata avanti. La triste fine di Anna e della sua famiglia, di cui unico superstite è stato Otto, trova spazio in queste pagine e nella memoria di Hannah. La testimonianza raccolta nel romanzo forse non è dissimile da tante altre, purtroppo, e non arricchisce di nuovi dettagli quel tragico orrore di cui il regime nazista è stato autore, tuttavia è bene ricordare che nei confronti di storie come questa, si può essere solo tragicamente grati, mai annoiati, non in tempi come questi, in cui ancora sentimenti di antisemitismo e nostalgie nazi-fasciste si affacciano prepotenti alla nostra società. Adatto soprattutto ai lettori più giovani, il romanzo – che nel 2010 è diventato anche un film per la televisione diretto da Alberto Negrin e interpretato da Rosabell Laurenti Sellers, Emilio Solfrizzi, Moni Ovadia, Kapriellan Alexa, Mari Nagy e Panna Szurdi – è una potente arma contro ogni forma di indifferenza.



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