Stasera niente cellulare

È una cena come tante altre. La famiglia di Luca è seduta a tavola. Il papà ha posato accanto a sé il telefonino, perché anche a tavola resta sempre connesso e risponde a mail e messaggi. Non è tanto contento di questo ma è il suo lavoro, dice. A un certo punto Luca allunga il braccio per spostare la bottiglia del vino e prendere il pane, ma è maldestro e, senza volerlo, urta il cellulare che cade a terra, va in pezzi e non funziona più. Il padre, molto irritato, sgrida e punisce il ragazzino: “Stasera niente TV!”. La cena continua nel silenzio più assoluto, nessuno parla, nessuno fiata. Si sentono “soltanto il risucchio delle bocche alle prese con la minestra” e il ronzio del frigorifero. Il silenzio è di quelli pesanti, per nulla gradevoli. Ma, a un certo punto, il padre fa una cosa inattesa: rivolge la parola a Chiara, l’altra figlia, e osserva che il suo taglio di capelli le sta bene. In verità, sono già tre mesi che la ragazzina porta quella pettinatura, ma il genitore non se ne era mai accorto! Da questo momento in poi la serata prende una piega diversa: i quattro commensali cominciano a parlarsi, per dire che la minestra è buona, per raccontare qualcosa della scuola e del ragazzo di Chiara. Quando arriva l’ora di andare a letto Luca scopre perfino che il papà (senza cellulare) è un buon lettore di storie della buonanotte…

Stasera niente cellulare è un racconto breve che si infila nella quotidianità di una famiglia come tante a aiuta a scoprire in che modo si potrebbe trascorrere un po’ di tempo insieme rinunciando, almeno a tavola, all’invadenza della tecnologia e all’iperconnessione. Il padre di Luca è iperconnesso per lavoro, certo, ma è anche incapace di prendere una pausa che interrompa il suo impegno continuo e che gli permetta di vedere che cosa gli accade intorno, dalla pettinatura della figlia al tipo di cibo che ingurgita giorno dopo giorno senza vederlo. Quest’uomo non è un buon educatore. Ecco che allora un avvenimento fastidioso come la rottura del telefonino si rivela provvidenziale per i familiari, ma soprattutto per il papà, che alza la testa e apre gli occhi. Luca, che pensava di essere stato proprio cattivo a causare la rottura del cellulare, anche se per sbaglio e senza colpa, visto l’epilogo della serata si convince di essere stato invece “proprio bravo”. Le ultime pagine del libro invitano i piccoli lettori ad inventare altre storie con i personaggi del racconto, utilizzando i disegni dell’autore presenti nelle pagine finali senza testo.

 


 

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