Bud – Un gigante per papà

La moglie di Carlo, ovvero la mamma di Cristiana, respira cinema dalla nascita grazie a suo padre, Giuseppe Amato, detto Peppino, il primo a dare una occasione ai fratelli De Filippo e a produrre il primo film di Vittorio De Sica, Rose scarlatte. Uomo di grande intuito e indubbio fascino, Peppino si avvicina al cinema negli anni Venti, prima come tuttofare e poi come attore e regista, e coglie al balzo la palla dell’invenzione del sonoro: fa in quel periodo un viaggio in America, stringe amicizia con Walt Disney, lavora con Rossellini, Ingrid Bergman e Sophia Loren, produce La dolce vita, Ladri di biciclette, Umberto D., Roma città aperta e molte altre pellicole. Un giorno di novembre del 1954, però, nella vita di sua figlia, una bella ragazza mora, appassionata di romanzi, diplomata alla scuola interpreti in lingua russa e matricola di Lettere, irrompe un imponente ragazzo che ha già preso parte alle Olimpiadi di Helsinki, ed emana sicurezza…

Le avventure, l’amore, le passioni di una vita smisurata: il sottotitolo dice già tutto. E del resto Carlo Pedersoli, campione del nuoto e della pallanuoto, era altissimo, purissimo e… no, levissimo no, tant’è che un cavallo, impressionato dalla sua mole, si buttò in terra zoccoli all’aria pur di non farlo salire in groppa durante le riprese di un film. Un uomo dal cuore e dal successo XXL circondato da quello stesso sincero amore che ha sparso a piene mani attorno a sé, nella vita e nel lavoro, per lo più nelle vesti del supereroe della commedia italiana che ha fatto delle scazzottate un’opera d’arte, un nome che è tutto un programma e che gli si addice pienamente, Bud come l’amico per eccellenza, il compagno per antonomasia (una pellicola tutta giocata sulla complicità, specie se al maschile, è o non è del resto un buddy movie?), e Spencer come Spencer Tracy, che sullo schermo ha pressoché sempre perfettamente incarnato l’uomo perbene, integerrimo fino al midollo: Cristiana Pedersoli, la sua secondogenita, senza essere mai retorica o agiografica, dà alle stampe un brillante, fresco, frizzante, piacevole, interessante, dolce, tenero, esilarante, potente atto d’amore, un ritratto preciso, puntuale, vividissimo d’uomo e d’artista.

LEGGI L’INTERVISTA A CRISTIANA PEDERSOLI



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