Che cos’è la guerra

Che cos’è la guerra

Tunisia, 2011. Domenico Quirico atterra in un aeroporto di Tunisi insolitamente silenzioso e poco affollato, quasi vuoto; la polizia lascia passare i viaggiatori senza controllarli, sembra preoccupata dai rumori provenienti dal centro città: è infatti in corso una rivolta, la Rivoluzione dei Gelsomini. È successo che i giovani, stufi della dittatura di Ben Ali, delle tasse, di non avere né un presente né un futuro, hanno deciso di ribellarsi, scendendo in piazza a protestare. Il giornalista italiano prende un taxi, facendosi lasciare nell’hotel accanto al Ministero dell’Interno. L’indomani nel viale adiacente l’albergo, Avenue Bourghiba, migliaia di giovani si trovano a protestare, affrontati a muso duro dalla polizia… Egitto, 2011. Domenico si trova in Tunisia, a vivere e documentare la Rivoluzione in corso, quando da Il Cairo gli giungono delle voci: i giovani si stanno ribellando a Hosni Mubarak, sull’esempio dei ragazzi di Tunisi. Dall’aeroporto internazionale si fa condurre in piazza Tahrir, piazza della Liberazione, il fulcro della protesta: ci sono ancora migliaia di persone, ma, Domenico conclude, questa volta è arrivato troppo tardi: Mubarak è già stato cacciato…

Domenico Quirico è un giornalista italiano, reporter e caposervizio esteri per il quotidiano “La Stampa”, per il quale ha seguito in prima linea le primavere arabe del 2011 – Tunisia, Libia, Egitto –, l’ascesa dell’Isis, le vicende (purtroppo ancora in corso) della sanguinosa guerra civile siriana e, da ultimo, le crescenti ondate migratorie degli ultimi anni. Tutte queste esperienze fanno parte di Che cos’è la guerra. Il racconto di chi l’ha vissuta in prima persona. All’interno di questa raccolta di racconti, Quirico ripercorre i momenti salienti di questi avvenimenti, mettendo da parte le sue vicissitudini (è stato rapito due volte nel corso dei suoi reportage: prima in Libia, nel 2011; poi in Siria, nel 2013, per ben cinque mesi, esperienza raccontata in Il paese del male. 152 giorni di ostaggio in Siria) per offrire ai lettori un punto di vista quanto più asettico possibile sull’insieme dei più importanti avvenimenti storico-politici dell’ultimo decennio. A differenza di scritti come Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare, o Il grande califfato ovvero Succede ad Aleppo, più focalizzata sui singoli eventi, Che cos’è la guerra offre un punto di vista più generale, per questo meno ‘scientifico’, comunque non perdendo il suo valore giornalistico. Infine, amaramente, Quirico non dimentica di bacchettare l’Europa, rea di un duplice fallimento: da un lato il non aver “saputo accogliere i migranti qui da noi, offrire loro un’ospitalità […] che non li sottoponesse al ricatto”; dall’altro l’aver “fallito dall’altra parte del mare, nei paesi da cui questi sfortunati sono partiti. Presentando loro il meglio di noi, la tolleranza, il rispetto dei diritti […] avremmo tolto argomenti ai nostri veri nemici, i profeti del fanatismo totalitario”. Un libro giusto e tagliente, per questo difficile da digerire.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER