Chilografia

Chilografia
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Palma per tutti è Palla. È stata magra solo quando andava all’università, studiava ed era fidanzata. Alla festa di laurea lui l’ha tradita e lei era rimasta come paralizzata dentro, niente più studi, niente lavoro. Si è rimessa a mangiare e stop. Mangia Palma, mangia, figlia di una coppia scoppiata, con una sorella maggiore che non le ha mai mostrato un grammo di affetto, di comprensione. Fosse solo di accettazione. E così, Palma mangia. Non lo poteva proprio sapere, Palla, che nel mondo c’è qualcuno a cui le grasse piacciono, qualcuno che si eccita per i rotoli e i tricipiti flaccidi. Lo scopre per caso mentre si ammazza di The Sims, è entrata in una specie di mondo parallelo dove, protetta dallo schermo, ricomincia finalmente a interagire con gli altri. Conosce Angelo, che la introduce al mondo degli amanti della ciccia, e lei scopre che può essere bella, che lui la trova bella, che può innamorarsi di lei, che se la vuole portare a letto. Finalmente la svolta. Si incontrano a Roma, fuori dalla stazione della metro di San Giovanni. Lui è carino, un po’ imbolsito ma ok, e lei è Palma, un quintale per un metro e sessanta scarso. E si piacciono, si amano, e tutto cambia, tutto. Basta dare retta a mamma che rompe, a Pierpaolo, compagno di mamma, che tenta di arruffianarsela da 15 anni, basta Sauro, suo padre, quasi sparito dopo la separazione, basta Clara che tanto non si possono vedere. Ora c’è Angelo, Angiolè, ‘more. Lui sì che le vuole bene, e se qualche volta gli scappa la pazienza, una sfuriata, uno schiaffo, è colpa sua…

Mangia Palla, mangia. Una storia di bisogno di accettazione, di appartenenza, una storia di ossessione e devianza. Tutti abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa, una famiglia, un gruppo di amici, un contesto accogliente che non ci faccia sentire giudicati. Palla ha vissuto questa sensazione poche volte nella vita e, neanche a dirlo, solo quando era magra. Non c’è posto per gli obesi a questo mondo, è come una barriera, è una colpa. Il romanzo è inizialmente doloroso, nella ricostruzione dell’ambito familiare in cui la settimina Palma viene alla luce. Serve seguire tutto dall’inizio, per capire bene quali insidie emotive si siano presentate nella vita della pupa, poi bambina poi ragazza, per renderla così fragile e così dipendente dalla droga, il cibo. Poi il passaggio cruciale, la vita virtuale, panacea moderna di tutti i mali della socialità e dell’affettività ferita. Poi la storia d’amore, prima di bit e byte poi carnale, vissuta nelle campagne laziali che fanno da trama anche linguistica della storia. Così, dal dolore si passa all’ossessione, che nasce piano, che rapisce il lettore così come la numerazione dei capitoli, uno magari all’inizio non ci pensa e poi si sente quasi sopraffatto. Romanzo bellissimo, forte, scritto in maniera dura, facendo del dialetto romanesco non una macchietta comica ma il collante di un mondo cinico e sbrigativo. Una lettura intensa, vorace (mai aggettivo fu più adatto), che stringe la protagonista e il lettore in un universo sempre più stretto e angosciante, fino al finale col botto.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER