Cicatrice

Cicatrice

Sonia conduce una vita tutto sommato insignificante. È giovane, carina ma priva di stimoli, intrappolata in un lavoro che non le piace e in cui potrebbe essere sostituita da un momento all’altro da una macchina. Il lavoro la annoia a tal punto che inizia a passare sempre più ore a svagarsi invece che incasellare dati in un database ed è così che, in un forum letterario, conosce Knut. Di lui non sa nulla, nemmeno il nome vero, eppure quello sconosciuto entra di prepotenza a far parte delle sue giornate. È un tipo enigmatico, estemporaneo, talmente bizzarro da essere impossibile da definire. Basti pensare che la sua giornata si svolge soprattutto tra un centro commerciale e l’altro, dove ruba cose per Sonia, per il puro gusto di regalargliele. Tra i due nasce e si sviluppa un rapporto sempre più morboso e malato, intervallato dalle scatole sempre più pesanti che Knut manda a Sonia stracolme di regali. Tutto inizia coi libri, per poi passare ai profumi, alle scarpe, o a qualsivoglia articolo di lusso che lei non si metterà mai. E mentre gli anni passano e la vita di Sonia cambia forma, tra il matrimonio e la nascita di suo figlio, il rapporto con Knut la segue come un’ombra, trascinandola sempre più in basso...

Leggere e addentrarsi nella relazione malata e sempre più perversa presente tra Sonia e Knut è come quando stai vedendo un film e assisti a una scena raccapricciante, un’immagine profondamente disturbante o che racconta un tabù di cui non si parla mai. Non ci si deve fare ingannare dalla quarta di copertina, che si concentra sulla nascita di un amore a distanza, né tantomeno dalla copertina rosa confetto: questo libro crea una sensazione di fastidio al lettore inevitabilmente legato al personaggio di Knut. C’è amore, sì, ma della peggior specie: quello incontrollato che diventa ossessione, quello che non riesci a vedere in faccia perché fa troppo male. La scrittura dell’autrice spagnola scorre che è un piacere, complice anche il fatto che si tratta perlopiù di un romanzo epistolare. E non è una sorpresa: la Mesa in patria ha vinto premi letterari importanti, tra cui il Premio Ojo Crítico de Narrativa proprio per questo romanzo. Ciò che rende speciale questo libro non è solo la qualità letteraria che porta con sé, ma la sensazione di dover sempre andare avanti a leggere per scoprire quanto in basso sono caduti Sonia e Knut, quanto male si stanno facendo a vicenda. Bello, coinvolgente e assolutamente unico nel suo genere; Cicatrice è una bella scoperta da non sottovalutare, dall’inizio alla fine. Iniziandolo, vi aspetterete una favoletta, ma datevi tempo, e persino il regalo più innocente si trasformerà in un’arma di sottile distruzione.



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