Dover beach

Dover beach
L’ispettore Palermo della Buoncostume è un uomo tormentato, uno spettro tra gli spettri che si aggira nei bassifondi della città. A contatto con prostitute e papponi, cammina tra vicoli maleodoranti e malfamati locali notturni. L’Ispettore capo Nicola Frese e l’agente Giacomo Amaldi devono indagare su un omicidio agghiacciante: la vittima, un uomo robusto, maestro di scuola, viene trovato nudo legato al cofano di una macchina spinta ad alta velocità contro un muro. Il corpo finisce decapitato, e nella bocca spicca una mela verde, stretta tra le labbra cucite. Primo Raimondi è un uomo disturbato, interamente glabro, ha fatto in modo che i suoi denti fossero appuntiti come quelli di un vampiro: simile a un fantasma, nella sua casa interamente bianca, ricerca una perfezione impossibile. E poi c’è il passato che accomuna, lega e vincola tutti i personaggi, che li fissa ad un’infanzia lontana e terribile dove i segreti sono pietre che costringono sul fondo dell’esistenza...
Personaggi neri, complessi e tormentati, ambienti cupi. Scenari gotici, omicidi seriali, violenti e spietati. Atmosfere morbose, immagini ossessive, follia lucida, fanno di Dover beach un libro culto per gli appassionati dei thriller all’americana dove possono ritrovare ambienti e personaggi tipici della narrativa statunitense. Fa sinceramente impressione quanto Luca Di Fulvio sembri a suo agio anche nelle descrizioni più crudeli.

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