Emma

Emma

XIX secolo. Emma Woodhouse è una giovane donna di ventuno anni, bella e benestante, che vive con l’anziano padre in una confortevole casa nel villaggio di Highbury, a poche miglia da Londra. È lei la padrona di casa, poiché la madre è morta da molti anni, la sorella Isabella è sposata e vive a Londra e la governante, la signorina Taylor, ha da poco lasciato la casa dopo il matrimonio con il signor Weston, un vedovo agiato e dai modi piacevoli. Pur avendo sempre desiderato e favorito quel matrimonio, la partenza della signorina Taylor è per Emma causa di dispiacere, un dispiacere mai provato prima: la prospettiva di non avere più in casa una terza persona che rallegri le lunghe serate. Ama profondamente suo padre, ma egli non rappresenta una compagnia, forse per l’importante differenza d’età tra i due o forse per le sue scarse capacità mentali. Eppure, nelle serate dei Woodhouse non mancano le visite degli amici: nella cerchia dei favoriti, ci sono sicuramente il signor Weston e la “povera signorina Taylor”, come la chiama il signor Woodhouse tutte le volte che la nomina, non riuscendo a non commiserare qualsiasi persona (tra cui anche la figlia maggiore) che abbia fatto la scelta del matrimonio; il signor Knightley, un vecchio amico di famiglia che frequenta spesso la casa, la cui presenza è molto apprezzata in particolare dal signor Woodhouse, poiché ritiene abbia un effetto benefico su di lui per il suo fare allegro; ed infine, il signor Elton, un giovane scapolo che difficilmente “avrebbe mancato di cogliere il privilegio di scambiare una qualsiasi vuota serata della sua solitudine con l’eleganza e la compagnia del salotto del signor Woodhouse, e con i sorrisi della sua graziosa figliola”. Proprio a quest’ultimo è rivolto il pensiero di Emma, ma solo al fine di combinarne, ad insaputa del giovane, il matrimonio...

Iniziato nel 1814 e pubblicato nel 1815, Emma è il penultimo romanzo della Austen (l’ultimo romanzo terminato sarà Persuasione; Sanditon, iniziato nel 1817, rimarrà incompiuto a causa della malattia che le causerà la morte nello stesso anno). Il romanzo si apre con la descrizione della giovane protagonista: “bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro”, come se la Austen avesse voluto mettere da subito nero su bianco le qualità e lo status sociale del suo personaggio, che sembra riunire in sé il meglio che la vita può offrire. Un personaggio dall’esistenza felice, generata, come si può facilmente immaginare, da una solida ricchezza economica. Durante la lettura del romanzo si ha piuttosto la sensazione di avere di fronte una donna troppo sicura di sé, con una forte autostima, un po’ presuntuosa e a volte giudicante, caratteristiche tali da non suscitare all’inizio un’immediata simpatia per la protagonista. Non a caso, Jane Austen (si legge nell’interessante testo introduttivo del libro) l’aveva definita “un’eroina che sarebbe piaciuta solo a lei stessa”. Troppo occupata a combinare matrimoni per gli altri – con una peculiare attenzione alla condizione sociale delle persone prescelte – e convinta della bontà del proprio operato, Emma pare non riconoscere i propri limiti e i propri sbagli, neanche quando intervengono altri personaggi che non si trattengono dal dirle quello che pensano di lei (come il signor Knightley, ad esempio). Ma, tutto sommato, con lo scorrere delle pagine, il lettore si fa più incline ad apprezzare la protagonista che si ritiene perfetta pur essendo imperfetta, fino a sviluppare un’affezione per questa fanciulla libera e autonoma, diversa dalle altre del suo tempo, così come la nutrono anche i personaggi che entrano a far parte della storia. Come per altri romanzi, quali Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio, anche per Emma vi sono alcune versioni cinematografiche (tra cui una recente del 2020): in particolare, quella del 1996, vede una poco più che ventenne Gwyneth Paltrow nei panni della protagonista.



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