Hard

Hard
"Ho fatto a quest'uomo un quadruplo fist anale: le mie due mani, e le due mani di un'altra ragazza, insieme. A momenti svengo. Il tipo voleva che continuassimo". La carriera, inziata a diciotto anni rispondendo ad un annuncio sul giornale, di una delle più famose pornostar francesi degli anni 90, narrata in prima persona tra violenza, degrado, droga, piacere, paura e rapporti umani complicati. Uno sguardo spietato e senza censure dietro le quinte del patinato mondo dell'hard-core europeo...
Raffaëla Anderson è salita alla ribalta internazionale dopo l'uscita del film "Baise moi - Scopami", uno dei precursori della moda cinematografica di questi ultimi anni, cioè inserire scene hard-core in un film "normale", nel caso specifico un noir sgangherato senza molto altro degno di nota. La ragazza era già nota agli appassionati francesi di porno, che avevano potuto ammirare le sue acrobatiche performances in un bel numero di video. Questo libro racconta appunto, quasi in forma di diario, il dietro le quinte della carriera hardcore di Raffaëla Anderson, con un linguaggio crudo e secco che ben si addice alle situazioni che pagina dopo pagina si susseguono. Apprendiamo (con beneficio d'inventario, lo confessiamo) che la futura pornostar si è gettata nella sua carriera quasi per caso, rispondendo a 18 anni ad un annuncio sul giornale (in Francia girare porno è legale, purché non siano implicati minorenni), che ha perso la verginità sul set, che prima di ogni scena le attrici porno si sottopongono a clisteri in quantità industriale. E tra soprusi, violenze, paura dell'AIDS, droga, papponi, orge, festini, mercanteggiamenti, capricci delle attrici, defaillances dei maschietti e ricatti seguiamo Raffaella nella sua faticosa ricerca magari non della felicità ma almeno di un po' di sollievo. Rimane impressa dopo la lettura la rabbia sottopelle di Raffaëla, pronta ad esplodere con la sua carica auto-distruttiva, a riprova del fatto che più che come testimonianza giornalistica, Hard è interessante come umanissimo, parzialissimo, autoindulgentissimo diario di una persona che come sul lettino dell'analista descrive la percezione che ha di sé e della sua vita, finendo per dire molto più di quanto non voglia e non conosca della sua stessa anima.

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