Il commissario Soneri e la strategia della lucertola

Il commissario Soneri e la strategia della lucertola

Come possa essere scomparso un anziano demente senza parenti o amici da una casa di cura protetta nella civilissima Parma, è una brutta storia che peggiora notevolmente l’umore di Soneri, già incattivito dalla situazione politica che sta devastando la città. La richiesta di Angela, storica compagna, di andare a scoprire da dove arrivino le strane musiche che un’ex collega sente da svariate notti, è la scusa per distrarsi. Le musiche si scoprirà che vengono da un cellulare. Perso? Rubato? Ci penserà Juvara, per cui la tecnologia non ha segreti, a scoprirlo. Sul greto del torrente di notte gironzola anche un falsario nottambulo che coinvolge suo malgrado il commissario con la storia di un cane cercato da troppa gente. Scompare anche il sindaco della città (da una settimana bianca  con dei bimbi disagiati): una storia che puzza di propaganda politica, almeno quanto il laboratorio di un disossatore di prosciutti e i camion dei rifiuti speciali puzzano di morte. Tre storie che sembrano non avere alcun legame, se non quello essere come la coda che la lucertola lascia sul terreno per ingannare i predatori…
Una nuova indagine del commissario Soneri – dopo l’uscita de Il rivoluzionario - che ad ogni romanzo ritroviamo più incazzato: col mondo, con la gente, con la politica, con il male che ci circonda. L’unica cosa che in qualche modo riesce a placarne l’ansia esistenziale è la cucina di Alceste, una cucina tradizionale che evidentemente lo riporta a un tempo in cui potevi spostare un sasso senza trovarci per forza del marcio sotto. Certo, Varesi è e rimane molto bravo a intrecciare trame gialle che sembrano non entrarci nulla una con l’altra fin quasi alla fine del romanzo, quando in poche pagine i fatti si collegano uno all’altro con una logica ineccepibile. Fin dalla prima apparizione – liberamente ispirata al caso Carretta, ndr – Franco Soneri è stato un personaggio fuori dal mucchio, cordiale con pochi colleghi ma fondamentalmente burbero e solitario, con un passato pesante da portare sulle spalle. Nel corso degli anni ha incarnato sempre di più il disagio di un uomo che non riesce ad adattarsi ad una società corrotta da una politica sporca, alla gente che se ne frega di tutto purché non si tocchi il suo. Un alienato? No, un uomo come vorremmo ce ne fossero di più.

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