Il matrimonio dei segreti

Il matrimonio dei segreti

Tobias è un nome finto, come lo è la sordità con cui aggancia le donne che lui e la moglie Millicent hanno scelto come vittime per quando suo marito si trasforma da stimato maestro di tennis e padre amorevole di Jenna e Rory in cacciatore. Le prede le sceglie lui, secondo criteri precisi che hanno scelto insieme, ma lei comunque deve dare la sua approvazione. Donne single e possibilmente abbastanza sole per cui nessuno le cerchi. Non sempre la preda individuata risulta essere quella giusta: è il caso di Petra, con cui Tobias ha anche un rapporto sessuale estemporaneo dopo averla agganciata in un bar, è anche l’unica che lo “preoccupa”, non sa come ma mentre lui se ne andava ha detto qualcosa facendogli chiaramente capire che non crede al suo dichiarato handicap. È anche l’unica con cui ha fisicamente tradito la moglie, portandosi via fra l’altro un orecchino. Visti da fuori sono una famiglia modello, lei è il comandante in capo ma solo dentro le mura di casa, una casa che fra l’altro hanno acquistato più grazie al suo lavoro di agente immobiliare che ai guadagni di lui, non nel cuore più esclusivo della città ma abbastanza da farli rientrare in quota medio-alta società. Millicent ha stabilito delle regole ferree che in famiglia nessuno si sogna di trasgredire, anche se i figli adolescenti cominciano ad avere qualche ribellione sotterranea. Le cose peggiorano sensibilmente quando la diabolica coppia decide di far riapparire in città un serial killer che molti anni prima ha seminato il panico, un capro espiatorio perfetto a cui attribuire i loro delitti...

Un romanzo d’esordio (ispirato peraltro a un fatto di cronaca) a cavallo fra il thriller psicologico e il noir che a circa un anno dalla sua pubblicazione, in 23 Paesi, è già in procinto di diventare un film. Una storia avvincente, coinvolgente e disturbante. Raccontato in prima persona dal marito, di cui non viene mai svelato il vero nome, sembra all’inizio una banale storia di segreti coniugali. Di tradimenti ai danni di una donna apparentemente perfetta, ottima agente immobiliare, madre autorevole ma affettuosa, presente e attenta. La percezione cambia immediatamente non appena la scena si sposta dentro le mura di casa, lì d’improvviso si ha netta la sensazione che Millicent non sia esattamente come sembra. La conferma però anziché sciogliere dei nodi, ne crea di più aggrovigliati. Un tassello alla volta, come un puzzle in cui devi cercare centinaia di pezzi che differiscono solo per minime sfumature di colore, si compongono le due figure di questa coppia. Psicopatici perfettamente inseriti nella società, due crudeltà che si completano a vicenda diventando un unicum. La perfetta sintonia però è solo apparente, almeno a quanto racconta il protagonista ed è profondamente inquietante, così come lo sono le dinamiche familiari. Niente splatter, ma una durezza che ho trovato raramente in un romanzo. Agghiacciante. Davvero degno di nota il finale, che – se non bastassero le pagine precedenti – fa intuire un talento veramente notevole, un’autrice da tenere in grande considerazione.



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